Attualità

Delitto Meredith Sollecito torna in aula Il 30 la sentenza

Perugia Riprenderà oggi con la seconda parte dell’arringa della difesa di Raffaele Sollecito il processo bis in corso a Firenze a carico di Raffaele Sollecito e dell’ex fidanzata Amanda Knox per l’omi...

Perugia Riprenderà oggi con la seconda parte dell’arringa della difesa di Raffaele Sollecito il processo bis in corso a Firenze a carico di Raffaele Sollecito e dell’ex fidanzata Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa nella sua abitazione di via della Pergola a Perugia il primo novembre del 2007. A prendere la parola questa volta sarà il legale perugino di Sollecito, l’avvocato Luca Maori. Successivamente potrebbero già iniziare le repliche che verranno interrotte per riprendere il 30 gennaio, giorno in cui dovrebbe essere emessa l’ennesima sentenza per l’omicidio Kercher. In caso di condanna, almeno Raffaele Sollecito, rischia di tornare in carcere, se il procuratore generale di Firenze ne chiedesse la custodia cautelare in carcere in attesa del giudizio definitivo della Cassazione. Intanto, difese, accusa e parti civili cercheranno in ogni modo, in questo poco tempo a disposizione, di portare la Corte d’assise d’appello di Firenze dalla loro parte. La battaglia è aperta e c’è da scommettere che ancora una volta sarà asprissima. Giulia Bongiorno nella scorsa udienza è stata protagonista di un’arringa dura e puntigliosa. Bongiorno, in particolare, ha sostenuto che «l’aggressione è stata fatta da una sola persona e quella persona è stata già condannata: si tratta di Rudy Guede. Tutto il resto sono indizi inventati su Amanda e scagliati addosso a Raffaele. Sono tutti e due innocenti - ha aggiunto Bongiorno rivolta alla Corte - li assolverete tutti e due, ma vi prego: considerate Raffaele per quello che è non per i mezzi indizi. Il processo deve avere delle prove, per troppi anni c’è stata una responsabilità riflessa a carico di Sollecito». Nel corso della lunga arringa, l’avvocato Bongiorno ha sostenuto che Sollecito è finito «sotto processo solo perché è l’altra metà di Amanda, che era un imputato ideale». «È un processo basato sul nulla», ha ripetuto il legale, che ha definito «camaleontico» e «monco» il movente dell’accusa.Nel corso della sua ricostruzione, l’avvocato Bongiorno ha sottolineato che la camera da letto di Meredith, dove fu assassinata, è «grondante di tracce di Rudy Guede», mentre «non ci sono tracce di Amanda o Sollecito».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.