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Roma a luci rosse. Sfruttata un’altra baby squillo

Arrestato sedicente manager. La quindicenne: «Mi ha detto che avrei fatto la modella»

«Mi aveva promesso che sarei entrata nel mondo dello spettacolo, che avrei fatto la modella». Invece la romana di 15 anni è entrata nel giro infernale del sesso a pagamento. Ancora una studentessa adescata col trucco di avere un ruolo nel rutilante ambiente della moda e alla fine coinvolta in incontri con personaggi della Roma bene, professionisti e capitani d’azienda. Un incubo che sarebbe cominciato nell’estate scorsa e avrebbe intrappolato la ragazzina come altre tre maggiorenni che risulterebbero invischiate nella vicenda. Ieri mattina gli investigatori della Squadra mobile hanno arrestato Glauco Guidotti, accusato di sfruttamento della prostituzione minorile, un cinquantacinquenne della zona di Capena, alle porte di Roma. Nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Antonio Calaresu ci sarebbero anche alcuni indagati, legati a un presunto traffico di droga che avrebbe viaggiato in parallelo allo sfruttamento. Stando alle indagini, la ragazzina avrebbe conosciuto Guidotti tramite una sua amica più grande. Il punto di contatto tra ragazzina e adulti era il sito Internet Bakechaincontrii.com, lo stesso attraverso il quale i clienti contattavano due adolescenti di 14 e 15 anni che si prostituivano in un appartamento ai Parioli, scandalo saltato fuori nell’ottobre scorso, nel quale è stata arrestata anche la mamma di una delle adolescenti, accusata di aver preso parte dei soldi che incassava la figlia. Ma non è l’unico indizio in comune. Pure stavolta è stata la madre della studentessa ad aver denunciato tutto alla polizia: «Da un po’ di tempo mia figlia si comporta in modo strano, ha molti soldi in tasca, il suo atteggiamento è anomalo, come di chi nasconde la verità, e frequenta adulti». E ancora. C’è un altro elemento condiviso con lo scandalo di ottobre: in passato la ragazzina sarebbe stata seguita da un assistente sociale, perché proveniente da una famiglia problematica e per difficoltà scolastiche avute a causa della droga. In questo caso, secondo gli investigatori i clienti si connettevano al sito sul web, leggevano l’annuncio hard, sceglievano in base alla foto della ragazzina messa online e prendevano l’appuntamento. Gli uomini di Renato Cortese sono stati scrupolosi. Hanno seguito i movimenti di lui, Guidotti, e di lei, li hanno pedinati e fotografati scoprendo che la giovanissima si recava direttamente da chi l’aveva richiesta, consumava il rapporto, intascava i soldi e se ne andava. Gli appuntamenti non si sarebbero svolti in un luogo particolare. A volte avvenivano in auto, altre a domicilio. Nei giorni scorsi la giovane sarebbe stata già sentta dai magistrati confermando la storia.

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