Un banale litigio per una lampada da comodino lasciata accesa in piena notte nella camera da letto si tramuta in un'orrida mattanza. Un trentottenne ha ucciso con un'ascia il suo compagno di stanza, un uomo di 54 anni, a Massa e Cozzile, un comune della Valdinievole, vicino a Montecatini Terme, in provincia di Pistoia. Il fatto è accaduto tra le 23 e la mezzanotte, in via Mazzini 21, nella sede della comunità «Un popolo in cammino», una onlus che si occupa del recupero di persone con problemi di disagio psicologico. L'omicida si chiama Gianluca Lotti, classe 1976, originario di Pistoia, domiciliato nella casa famiglia, come la vittima, Massimo Tarabori, nato nel 1959 a Pescia. Lotti ha confessato integralmente il delitto. Ora si trova in stato di arresto. L'assassino ha raccontato di aver colpito il compagno di camera dopo un futile diverbio legato a una lampada lasciata accesa. Lotti ha anche confessato che in precedenza c'erano stati dei litigi tra lui e Tarabori sulla gestione dei lavori domestici. L'assassino ha raccontato che, subito dopo la lite, si è recato in un magazzino della casa famiglia, adibito a deposito di attrezzi agricoli, dove ha preso l'ascia. Poi è salito di corsa nella camera da letto e in preda alla furia ha cominciato a colpire il compagno. Impossibile per Tarabori difendersi dai quasi venti colpi d'ascia, con alcuni fendenti che, tra capo e collo, hanno leso parti vitali essenziali. Lotti ha raccontato di essersi sentito come "sedato" subito dopo l'omicidio. E ha trovato anche la tranquillità necessaria per togliersi i vestiti insanguinati e lavarsi. Nella casa al momento del delitto c'erano altre due persone. Lotti, all'età di 22 anni aveva ucciso la sua fidanzata. Nel settembre del 1998 a Pistoia massacrò a bastonate e a colpi di spranga Silvia Gianni, la ragazza ventenne con cui intratteneva una relazione. Fu condannato a 24 anni di carcere e gli fu riconosciuta la seminfermità mentale. I primi otto anni li ha scontati nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino, poi è stato trasferito nel carcere di Prato. A metà dello scorso mese di ottobre era stato ammesso alla misura di sicurezza non detentiva in libertà vigilata, con alcune prescrizioni, come quella di non allontarsi la notte, nella comunità di accoglienza di Massa e Cozzile. Il corpo della vittima è stato trasferito all'ospedale di Pescia, dove verrà eseguita l'autopsia, forse domani.
Montecatini, il compagno di stanza non spegne la luce: lo uccide a colpi d'ascia
La tragedia in una casa famiglia dove l'assassino risiedeva da ottobre, quando aveva ottenuto la libertà vigilata. Era condannato per aver ucciso la fidanzata nel '98. Gli era stata riconosciuta la seminfermità mentale