L'inchiesta sulle spese «folli» dei parlamentari siciliani fa scoppiare una guerra all'interno del Pd. E tutto ciò mentre la Procura di Palermo continua a sfornare carte sulle spese dei gruppi dell'Assemblea regionale, che hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati per peculato di 83 deputati regionali e 14 consulenti e dipendenti dei gruppi parlamentari stessi. Continuano ad emergere rimborsi sempre più curiosi: acquisti di fumetti Diabolik, stufe, foulard di seta Hermes, coppe d'argento. Ad essere maggiormente investito dal ciclone giudiziario è il Pd, nonostante l'inchiesta coinvolga quasi tutti i partiti. Nell'avviso a comparire recapitato al deputato regionale dei Democratici, Antonello Cracolici, ex capogruppo, ci sono i nomi di mezza classe dirigente del partito. Dal segretario regionale, Giuseppe Lupo al membro della segreteria nazionale Davide Faraone. Oltre un milione e mezzo usato per attività che secondo i pm non sono direttamente riconducibili al gruppo. Il Pd pagava di tutto, con i soldi del gruppo: dalle cialde per il caffé all'acqua, dai concerti a sostegno del partito ai sondaggi, fino ad arrivare ai regali di nozze (5.990 euro) e agli sms (20.816). Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, si toglie più di un sassolino dalle scarpe. E puntando il dito sul suo compagno di partito, Faraone, sferra un colpo basso al suo segretario, Matteo Renzi. «Il ministro della Giustizia Cancellieri non aveva commesso assolutamente nessun reato e secondo il Pd doveva essere sbattuta fuori, non aveva un'inchiesta giudiziaria ma aveva solo parlato con Ligresti, ergo...». Un fiume in piena, Crocetta. «A Roma è ora che si assumano le proprie responsabilità, lo dico a Renzi». Il governatore si ritiene «l'unico che sta rottamando in Italia e in Sicilia; Renzi non ha rottamato proprio nulla, anzi». Poi la botta letale: «Trovo molto strano che il segretario del mio partito non senta il bisogno di confrontarsi con l'unico presidente del Pd di una regione meridionale, tra l'altro una delle più grandi d'Italia». Finirà anche alla Corte dei Conti l'enorme mole di documenti scandagliati in due anni dalla GdF, che ha indagato sul presunto uso illegittimo dei fondi. Dovrebbero, invece, presentarsi lunedì davanti ai Pm di Palermo i primi deputati regionali coinvolti nell'indagine. Intanto in Sicilia aumenta il parco delle auto blu: sette commissionate dal parlamento e cinque dalla Presidenza della Regione.
Faraone resta e Crocetta attacca il sindaco di Firenze
L'inchiesta sulle spese «folli» dei parlamentari siciliani fa scoppiare una guerra all'interno del Pd. E tutto ciò mentre la Procura di Palermo continua a sfornare carte sulle spese dei gruppi dell'A...
