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Cade con l’elicottero del Supremo. Pilota fa causa

Il «Supremo» lo utilizzava per fare su e giù dal suo paese natio, Pisoniano, e atterrare direttamente nella sua discarica, a Malagrotta. Proprio lì, il 6 marzo del 2001, l’elicottero (un Augusta...

Il «Supremo» lo utilizzava per fare su e giù dal suo paese natio, Pisoniano, e atterrare direttamente nella sua discarica, a Malagrotta. Proprio lì, il 6 marzo del 2001, l’elicottero (un Augusta modello A 109 power, dotato di 6 posti passeggero e 2 per l’equipaggio) è precipitato. In quel momento a bordo non c’era Manlio Cerroni, ma due collaudatori e il pilota, che nell’incidente sono rimasti feriti. Dopo aver aggiustato l’impianto interfonico dei passeggeri, i tecnici specializzati dell’Augusta erano stati invitati dal comandante a effettuare un giro di prova. Subito dopo il decollo l’elicottero ha perso quota ed è precipitato, ribaltandosi, a causa di un dislivello del terreno. Visto che le richieste di risarcimento dei danni non hanno sortito effetto, i due collaudatori, Enea Marrone e Quirino Forlini, hanno fatto causa al Consorzio Laziale Rifiuti (Colari), proprietario del velivolo «uso rappresentanza», e al pilota Raniero Di Bartolomeo. I giudizi davanti al Tribunale civile di Roma hanno preso strade diverse. In particolare, la domanda di risarcimento di Marrone in primo grado è stata respinta. Il collaudatore non si è arreso e il 26 maggio 2009 ha proposto appello, chiedendo alla società di Cerroni il pagamento di 83.898 euro «per i danni fisici e psichici con postumi invalidanti» causati dall’incidente. La terza sezione civile della Corte d’Appello di Roma il 10 maggio scorso si è pronunciato con una sentenza non definitiva accogliendo il ricorso di Marrone e riconoscendogli il diritto a essere risarcito dal Colari e dal pilota. «Tuttavia - si legge nel dispositivo - per la quantificazione dei danni fisici deve rimettersi la causa in fase istruttoria». Ora il consulente tecnico d’ufficio dovrà eseguire gli accertamenti medici sul collaudatore, che all’epoca dell’incidente aveva 38 anni e «da allora - spiega il suo legale, l’avvocato Sebastiano Papa - ha delle difficoltà nello svolgere il suo lavoro». La prossima udienza si terrà a giugno.

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