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Deputata Pd e infermiera licenziata dalla Regione

L’onorevole sulle barricate a difendere il posto

È membro della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, ma il suo lavoro non ce l’ha più. Insieme ad altri 17 infermieri della residenza sanitaria assistenziale «Gli Annali» di Cineto Romano. Il caso della deputata-licenziata Monica Gregori (Pd) rischia di finire proprio negli annali delle cronache parlamentari, con la prima onorevole della legislatura sulle barricate di un sit-in in difesa dei posti di lavoro a partire dal suo. «Esprimo la piena solidarietà ai colleghi lavoratori della Rsa di Cineto Romano che in queste ore stanno protestando contro i licenziamenti di 18 persone, tra le quali risulto anche io stessa - dice la 34enne deputata - licenziamenti avvenuti in totale illegalità visto che, da parte dell’azienda, non è stata notificata alcuna lettera e il personale che si è presentato ieri al lavoro si è visto chiudere la porta in faccia e solo in quel momento gli è stato comunicato il licenziamento in tronco. Un fatto di gravità inaudita. Ed è per questo motivo che non intendo abbandonare il sit-in di protesta e resterò qui, anche di notte, insieme ai miei colleghi lavoratori sino a quando non avremo ricevuto risposte dall'azienda e dalla Regione». E la replica della Rsa non si fa attendere per «smentire platealmente tutto quanto - ribatte Massimo Forti - La procedura di licenziamento collettivo e conseguente messa in mobilità del personale, inizialmente pari a 24 unità e poi ridottosi a 18, è stata avviata per consentire la riorganizzazione del personale alla luce delle direttive prescritte dalla attuale legge regionale del Lazio. Oltre che di crisi, la motivazione, ben nota sin dall’inizio, è da rinvenire nella ristrutturazione e riorganizzazione aziendale». Argomentazioni contestate dalla deputata-licenziata, che ieri ha organizzato un’assemblea pubblica nel piccolo centro lungo l’ex statale Tiburtina-Valeria alla presenza del viceministro dell'Economia, Stefano Fassina. «L’azienda non versa affatto in stato di crisi economica ed ha utilizzato la cassa integrazione al solo fine di licenziare con la scusante della riorganizzazione lavorativa. In realtà, in questo modo, ha sostituito i lavoratori in Cigs con partite Iva e cooperativa. Eppure, nonostante un’indagine in corso della Guardia di Finanza - rivela la parlamentare - la Regione Lazio ha concesso l’accreditamento definitivo alla struttura, avallando l’indicazione come direttore sanitario di un medico che non esercita più da circa 4 anni». Nel giugno scorso, infatti, la struttura privata ha visto anche aumentare di 20 posti i letti convenzionati dalla Regione, passati da 114 a 134. Ed ora Monica Gregori avvisa anche il suo compagno di partito a capo della Regione Lazio, annunciando che il sit-in resterà «permanente finché il presidente Nicola Zingaretti, avvisato con un telegramma, non si recherà sul posto per risolvere una situazione che risulta illegale». La Regione ha convocato «un tavolo di confronto tra tutte le parti» per mercoledì prossimo. Ma l'illegalità «è da smentire in toto in quanto Gli Annali Srl - ribatte Forti- definita la fase regionale, dopo la individuazione dei lavoratori da licenziare in base ai criteri di legge, ha provveduto nei termini legislativamente previsti a trasmettere telegrammi cui hanno fatto seguito le lettere di risoluzione». E, mentre ieri i Comuni della Valle dell’Aniene e sindacati hanno fatto quadrato nell’assemblea a sostegno dei 18 operatori sanitari, la proprietà della Rsa punta invece il dito proprio contro la deputata-licenziata. «Se da un lato è certamente facoltà di chi si sente "privato di un diritto" porre in essere tutti gli strumenti che la legge consente per ottenere giustizia, dall'altro appare discutibile- conclude Forti- che si investa la propria carica o l'incarico ricevuto per discutere questioni ad personam».

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