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Saldi, si prevede una spesa di 1,73 miliardi

Per le associazioni dei consumatori, il budget a disposizione delle famiglie è diminuito del 15 per cento

Avvio anticipato per i saldi. E' la crisi. Le vendite di fine stagione sono iniziate giovedì in Basilicata e Campania. E, sabato 4 gennaio, gli sconti appariranno sulle vetrine di tutta Italia. Da nord a sud le vendite scontate hanno sostanzialmente preso il via prima della data ufficiale. Da ormai tre anni, si tende ad anticipare i tempi con l’avvio spostato dal secondo sabato di gennaio (e di luglio per la versione estiva) al primo. E, quest’anno, l’anticipo è generalizzato. Con sconti, pare, che partiranno già dal 30-50 per cento. Dopo l’anticipo di Basilicata e Campania, si parte dunque sabato ma i periodi di svolgimento sono diversi in ogni regione. Ecco il calendario diffuso da Confcommercio. Abruzzo: dal 4 gennaio per 60 giorni. Basilicata: dal 2 gennaio al 2 marzo. Calabria: dal 4 gennaio per 60 giorni. Campania: dal 2 gennaio per 60 giorni. Emilia Romagna: dal 4 gennaio per 60 giorni. Friuli Venezia Giulia: dal 4 gennaio al 31 marzo. Lazio: dal 4 gennaio al 14 febbraio. Liguria: dal 4 gennaio al 17 febbraio. Lombardia: dal 4 gennaio per 60 giorni. Marche: dal 4 gennaio al 1 marzo. Molise: dal 4 gennaio per 60 giorni. Piemonte: dal 4 gennaio per 8 settimane. Puglia: dal 4 gennaio al 28 febbraio. Sardegna: dal 4 gennaio al 4 marzo. (anticipati al 6 dicembre, in seguito all’alluvione). Sicilia: dal 4 gennaio al 15 marzo. Toscana: dal 4 gennaio per 60 giorni. Umbria: dal 4 gennaio per 60 giorni. Valle d’Aosta: dal 4 gennaio al 31 marzo. Veneto: dal 4 gennaio al 28 febbraio. Bolzano (provincia): dal 4 gennaio al 15 febbraio .Trento (provincia): i commercianti determinano liberamente i periodi dei saldi. È già partita la guerra delle cifre: quanto si spenderà? Per le associazioni dei consumatori, il budget a disposizione delle famiglie è diminuito del 15 per cento rispetto allo scorso anno: secondo i calcoli dell’Adoc, una famiglia spenderà mediamente 130 euro per i saldi invernali (194 per Federconsumatori, che stima un calo dell’11,3 per cento rispetto a dodici mesi fa). Mentre secondo Confesercenti la spesa a famiglia sarà mediamente di 250 euro. Per Valter Giammaria, presidente di Confesercenti Roma e Lazio, "è stato un grave errore l’ulteriore aumento dell’Iva, che ha peggiorato ancora la già insostenibile situazione". E Lamberto Santini, presidente Adoc , commenta: "L’abbigliamento di media e bassa qualità, così come quello sportivo, subiranno una forte decrescita, con stime intorno al 20 per cento in meno di acquisti rispetto allo scorso anno - sottolinea Santini - Questo perché la presenza di outlet e, soprattutto, la diffusione degli acquisti via web, dove è possibile usufruire di sconti continui durante tutto l’anno, rende il periodo di saldi meno appetibile rispetto al passato". Federconsumatori e Adusbef prevedono una spesa complessiva di 1,73 miliardi di euro pe r i saldi invernali. La percentuale delle famiglie che si dichiarano propense ad acquistare a saldo, spiega una nota dei consumatori, sarà pari al 36-37 per cento (circa 8,9 milioni di famiglie). Un andamento, secondo le associazioni, dettato dal forte calo del potere di acquisto registrato negli ultimi anni, nonché dagli aumenti che si prospettano per il 2014 (+1.384 euro a famiglia). Scenari non confortanti per il Codacons: solo il 35 per delle famiglie italiane prevede di fare qualche acquisto durante il periodo dei saldi contro il 40 per cento del 2013. La spesa media delle famiglie, inoltre, non supererà quota 200 euro. "Le previsioni, purtroppo, sono ancora nere. Le vendite segneranno una riduzione media del 12,5 per cento rispetto ai precedenti saldi invernali", afferma l’associazione dei consumatori. Il Codacons inoltre mette in guardia dalle sempre possibili fregature ed invita i consumatori ad andare oggi e venerdì nei negozi, in modo da controllare i prezzi effettivamente praticati e verificare la bontà dello sconto che sarà applicato sabato. L’associazione di consumatori ricorda, infatti, che secondo le verifiche effettuate a campione lo scorso anno, un commerciante su 5, in occasione dei saldi, gonfia il prezzo vecchio, in modo da aumentare artificiosamente la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto.

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