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Shalabayeva ringrazia l’Italia «Ho temuto per mia figlia»

La donna: «Sono felice ma non so se resterò qui»

«Questi mesi trascorsi in Kazakistan sono stati molto particolari: la mia casa era sempre sorvegliata. Facevano dei video e delle foto, c’erano persone che circondavano la nostra casa, delle auto ci seguivano sempre. Avevo paura per la mia vita e quella di mia figlia». Ha il volto sollevato di chi ha (quasi) scampato un grosso pericolo Alma Shalabayeva, la moglie dell’ex oligarca dissidente kazako, Mukhtar Ablyazov, protagonista, suo malgrado, di una spy story che sembra ritagliata da uno scenario da guerra fredda. Prelevata lo scorso maggio assieme alla figlia di 6 anni dalla loro abitazione di Casal Palocco, a Roma, e caricata su un aereo destinazione Kazakistan, la donna, al suo ritorno in Italia ha tenuto una breve conferenza stampa in un albergo del centro, ribadendo il proprio grazie al ministro degli Esteri Emma Bonino e alle famiglie di Casal Palocco «che mi hanno aiutato in questi mesi inviandomi continui messaggi di solidarietà e vicinanza». «Ancora non ho deciso quale sarà la mia ultima destinazione - ha detto ancora Shalabayeva che potrebbe presto trasferirsi in Svizzera dove risiede parte della sua famiglia - la mia felicità, ora, è essere riuscita a ricongiungermi con i miei figli. Voglio incontrare mio marito il prima possibile, mi manca molto» ha aggiunto la donna in riferimento al marito Mukhtar Ablyazov, attualmente detenuto in Francia. Una storia dai contorni inquietanti quella legata all’espulsione della Shalabayeva che «certo - dicono i legali della donna - non è ancora conclusa». «La signora è stata vittima di un’operazione brutale - ha riferito l’avvocato Anna D’Alessandro, ricordando la procedura che costò la “testa” al capo di gabinetto del Viminale, Giuseppe Procaccini - Il provvedimento di espulsione dall’Italia era illegittimo, tanto è vero che è stato annullato. Si è trattato di una operazione brutale alla quale è stato possibile porre rimedio solo grazie alla presa di posizione assunta dall’Italia nei confronti delle autorità kazake». Accanto alla felicità per il rientro in Italia di Alma Shalabayeva e di sua figlia però, restano i dubbi sui veri motivi che avrebbero portato al rilascio, da parte delle autorità kazake, del visto necessario a muoversi in Europa. «Il Kazakistan ha rapito me e mia figlia a causa di mio marito. Ed è sempre per mio marito che ci hanno consentito di andare via. Sperano che il fatto di mostrarsi civili li aiuterà a ottenere l’estradizione di mio marito dalla Francia». Tesi sostenuta anche dall’avvocato Peter Sahlas che ha ricordato come la Shalabayeva goda di un visto temporaneo: «I kazaki non esiteranno a chiedere il suo arresto se non tornerà indietro. Il loro piano è di trasformarla da ostaggio a fuggiasco, se necessario. Tutto dipenderà da come andrà a finire con Ablyazov». La donna nei prossimi giorni sarà ascoltata dai pm romani.

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