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Il Papa ai Forconi: avanti senza violenza

Francesco all’Angelus: una casa per ogni famiglia

«Ci disponiamo a celebrare il Natale contemplando Maria e Giuseppe: Maria, la donna piena di grazia che ha avuto il coraggio di affidarsi totalmente alla Parola di Dio; Giuseppe, l'uomo fedele e giusto che ha preferito credere al Signore invece di ascoltare le voci del dubbio e dell’orgoglio umano. Con loro, camminiamo insieme verso Betlemme». Così papa Francesco, affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli e i pellegrini giunti numerosi in Piazza San Pietro. Quando Giuseppe si accorge che la sua sposa promessa, Maria, era incinta, ha ricostruito Francesco per i circa 80 mila fedeli presenti in piazza San Pietro, «ne rimane sconcertato ma invece di difendersi e di far valere i propri diritti, sceglie una soluzione che per lui rappresenta un enorme sacrificio: poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto». Secondo papa Bergoglio, «questa breve frase riassume un vero e proprio dramma interiore», come è facile comprendere se pensiamo all’amore che Giuseppe aveva per Maria. Ma anche in una tale circostanza, Giuseppe intende fare la volontà di Dio e decide, sicuramente con gran dolore. Giuseppe non si è ostinato a perseguire quel suo progetto di vita, è un uomo buono non ha permesso che il rancore gli avvelenasse l’animo», ha detto il pontefice aggiungendo: «Quante volte a noi il rancore ci avvelena l'anima? Giuseppe è un modello per noi. Questa sua libertà di rinunciare a ciò che è suo, al possesso sulla propria esistenza, e questa sua piena disponibilità interiore alla volontà di Dio ci interpellano e ci mostrano la via». Tra i numerosissimi fedeli in piazza San Pietro, anche una delegazione del movimento dei Forconi guidati da Mariano Ferro e dei quali il Pontefice ha anche citato la scritta di uno striscione esposto: «"I poveri non possono aspettare". È vero, e questo mi fa pensare che Gesù è nato in una stalla, non in una casa. Oggi penso a tante famiglie senza casa, sia perchè non l’hanno mai avuta, sia perchè l’hanno persa per tanti motivi». «Famiglia e casa vanno insieme - prosegue il pontefice tra gli applausi dei fedeli - è difficile portare avanti la famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale invito tutti, persone, entità sociali, autorità, a fare tutto il possibile perchè ogni famiglia possa avere una casa». Pur senza citare in particolare associazioni o movimenti specifici, Francesco ha sottolineato poi l'intento che essi hanno di «manifestare il loro impegno sociale. Auguro - ha detto testualmente - di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza e seguendo sempre la via del dialogo». Poi un appello più esplicito «a quanti dall'Italia si sono radunati a Roma. Difendere i diritti senza violenza» ha raccomandato aggiungendo poi: «Auguro a tutti una buona domenica e un Natale di speranza, di giustizia e di fraternità». Un’emozione per uno degli esponenti del movimento dei Forconi, Mariano Ferro, ieri mattina in piazza San Pietro: «Siamo d'accordo con il Papa e gli abbiamo risposto con le nostre emozioni: ognuno di noi lotta per riprendersi la propria dignità ed è un'emozione sentire il Papa che ci dice di andare avanti, senza violenza».

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