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Chiesti agli Usa test su cellule e batteri

«Abbiamo la necessità di documentare la carenza di batteri classici e di contaminazione di micoplasma e testare la presenza di endotossine direttamente sulle cellule preparate per le infusioni». È...

«Abbiamo la necessità di documentare la carenza di batteri classici e di contaminazione di micoplasma e testare la presenza di endotossine direttamente sulle cellule preparate per le infusioni». È questa la richiesta avanzata dallo staff di Stamina all'università di Miami, in uno scambio di email. Nelle missive datate 16 dicembre si richiede dunque di chiarire alcuni aspetti critici messi in luce anche dal comitato scientifico nominato dal ministero della Salute, chiedendo di escludere i rischi evidenziati. «Il comitato scientifico italiano - si ricorda nelle email - sottolinea che i protocolli Stamina richiedono l'uso di antibiotici nei mezzi di coltura che potrebbero favorire la presenza di una popolazione microbica resistente e che potrebbe essere tossica per il paziente. Abbiamo bisogno di testare la soluzione per l'infusione per escludere la presenza di potenziali sostanze tossiche». Segue una serie di richieste di preventivi per coprire le spese «dei reagenti e di altri servizi». La biologa Stamina, da parte sua, sottolinea: «Sappiamo già che le nostre cellule hanno alcune caratteristiche immunofenotipiche che non corrispondono» a quelle riconosciute per le cellule staminali mesenchimali, «quindi potrebbe essere interessante focalizzarsi su queste caratteristiche per vedere se possano essere responsabili delle proprietà terapeutiche mostrate dal metodo Stamina». Intanto Davide Vannoni, fondatore di Stamina annuncia: «Saranno gli stessi pazienti, in cura con il metodo Stamina a Brescia, a mostrare i veri dati sui risultati delle infusione a cui sono sottoposti. Il 28 saranno a Roma, al cinema Capranica potranno illustrare alla stampa i risultati dei controlli fatti in altri centri» .

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