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Uccide la madre, l’inquilina e ferisce marito e figlio

«Riceverai una mia lettera, così poi capirai». Roberto Zanier, ex guardia giurata di 35 anni che si è macchiato ieri dell’omicidio di sua madre, la 68enne pensionata Norina Londero, e di Elena...

«Riceverai una mia lettera, così poi capirai». Roberto Zanier, ex guardia giurata di 35 anni che si è macchiato ieri dell’omicidio di sua madre, la 68enne pensionata Norina Londero, e di Elena Tudosa, operaia romena di 44 anni che aveva preso in affitto un’abitazione dal padre e dallo zio del killer, aveva detto quella frase all’amico con cui era uscito venerdì sera, poche ore prima della strage. Una frase criptica, apparentemente senza importanza, e che invece si è svelata in tutta la sua follia. Zanier, tornato nella casa di via Rappini 29, nella zona del carcere, dove viveva al secondo piano con sua madre, alle 4.30 ha commesso il primo omicidio: le ha sparato un colpo di calibro 38 dritto in fronte, mentre dormiva nella sua stanza. Poi le ha poggiato un cuscino sul volto, come per "proteggerla" da un pericolo. Agli investigatori ha detto che se non l’avesse uccisa lui, l’avrebbe fatto la «fine del mondo» che era prossima. Alle 6.30 ha completato la strage: è andato in via Darsena, una piccola traversa di campagna in una zona isolata alle porte di Latina, dove una sorta di baracca vicina alla villetta di suo padre, era stata data in affitto alla coppia di romeni che abitava lì con il figlio di lei, il 21enne Gabriel Andrei Bogdan. I vicini, vedendo il 35enne agitato, avrebbero provato a fermarlo nel cortiletto senza riuscirci: lui, furioso e disperato allo stesso tempo per le quote d’affitto arretrate della coppia, è entrato in casa aprendo la porta con le chiavi ed ha freddato la donna, già sveglia, sempre con un colpo in fronte. Stessa sorte per il compagno Nistor Florin Dumitrache, che però è stato colpito solo di striscio, e per il ragazzo, che invece è in rianimazione all’ospedale Goretti e lotta tra la vita e la morte. A chiamare la polizia sono stati proprio i vicini. Zanier ha spento il cellulare ed è fuggito a bordo della sua Koleos. Si è diretto verso la Pontina, abbandonando l’auto sotto al cavalcavia di Borgo Montello. La polizia lo ha trovato che vagava in stato di choc per strada: pochi minuti prima aveva chiuso l’auto e gettato tutto, anche se stesso, nelle acque del canale Mussolini. Quando la Mobile lo ha rintracciato aveva infatti i vestiti zuppi. Una strage dettata da follia e da disperazione per il denaro: Zanier era senza lavoro da un anno e mezzo e pare fosse pieno di debiti. Latina è attonita: prima per lo spavento per la notizia di un killer fuggitivo e armato in città, poi perché – una volta resa nota l’identità – appartenente ad una famiglia tra le più note del capoluogo pontino. La famiglia Zanier è molto conosciuta sia nel mondo del basket e che della musica: il 35enne è infatti il fratello di due giocatori professionisti e il cugino della cantante Manuela.

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