Attualità

Pedinati da tre ladri a caccia di prede facili

Una «cintura» di corpi assedia la stazione Termini, figure ammassate a terra lungo via Marsala e via Giolitti, in tanti anche sul frontale dello scalo ferroviario. Lo spettacolo è dei peggiori agli occhi di turisti e dei pendolari. Alle 23 l'edificio è sorvegliato internamente ma questo non mette del tutto al riparo da disavventure: girare per capire cosa accade con tanto di macchina fotografica, significa stare sotto lo sguardo «concupiscente» di molti che la vorrebbero per realizzarci qualche euro. In due momenti si è stati tallonati da due gruppi di giovani. È bastato camminare rapidamente, facendo finta di nulla, e scendere al piano inferiore sicuri di incontrare il servizio di sorveglianza ai negozi. «Signori, qui è tutto chiuso, non c'è nulla da fare, potete risalire!», hanno esclamato due guardie giurate. Il trio di malintenzionati ha fatto subito dietrofront. Uscendo per via Marsala, la miseria, il pericolo (numerosi gli scippi come in via Giolitti), il decadimento dell'essere umano. C'è chi sta poggiato a un muro, privo di sensi, l'ultima bottiglia di vino ancora in mano. Altri occultati sotto cartoni, coperte lacere o appena donate da volontari, scarpe sotto la testa per non farsele rubare. Le vie attorno a Termini non garantiscono alcuna sicurezza. Poi un angolo di salvezza, un gruppo di volontari, quelli dell'associazione di volontariato «Chiara per i Bambini del Mondo Onlus» (www.chiaraperibambinidelmondo.it). In un anno di lavoro hanno visto anche situazioni orribili, ma la loro forza d'animo li spinge a continuare nella missione di portare conforto. Partono la sera da Albano Laziale, ci sono Arnaldo e Gianni, pensionati, Flavia, docente della scuola dell'infanzia, Adelaide e Claudio, imprenditori edili, Eliana, impiegata, Susanna, casalinga, Moamud-Gommolo, addetto trasporti di un'azienda di articoli elettronici, Rossana, psicoterapeuta. Comprano da soli il cibo, preparano i pasti, il pane invece è donato da un forno di Albano. Fino all'una di notte stanno a Termini. «Abbiamo visto un accoltellato, conoscevamo Andrea, il transessuale ucciso al binario 10 - racconta Luciano, presidente dell'associazione - Incontriamo spesso Mustafà che chiede sempre libri di saggistica. Tante situazioni tristissime, raccapriccianti, episodi di violenza. Altri stanno qui, per strada, da tempo immemorabile, come le anziane sorelle siciliane, Francesca e Concetta, una vita di disgrazie, un fratello morto annegato, il padre in un incidente e la casa distrutta da un'alluvione del 1978. Prima finirono alla stazione di Messina, poi qui a Roma Termini». Molti pagano anche 20 euro a gruppi organizzati sperando di essere lasciati in pace per la notte, coricati pure nel sottovia fra via Marsala e via Giolitti, tra le due corsie. A completare il quadro, i prostituti fra via Giolitti e piazza dei Cinquecento, molti dell'est, ancora più numerosi ai giardini fra viale Einaudi e via delle Terme di Diocleziano.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.