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Decadente e assediata dal tanfo dell’orina

Decadenza totale, alcuni pilastri della facciata tenuti insieme da armature di tubi innocenti e latrine a cielo aperto. Ecco la stazione Ostiense, infrequentabile anche alle 23 quando ancora diversi passeggeri arrivano o partono. Trovare un punto per parcheggiare lungo la parte sinistra della facciata è facile, ma bisogna avere una forte insensibilità olfattiva o avvicinarsi al naso un fazzoletto preventivamente profumato: scesi dal proprio mezzo il puzzo di urina è violento, pungente. Potrebbe far lacrimare gli occhi. Sotto al portico monumentale in marmo, decine di corpi a dormire. Una scena simboleggia con evidenza questo contrasto violento fra passato e presente e fa affiorare ben più di qualche dubbio sul futuro di questo scalo ferroviario: un'aquila di chiara memoria littoria e, due metri circa sotto di lei, sporcizia, resti di bivacchi, bottiglie e gente addormentata. Qualcuno arriva in taxi o scende da auto private. Altri passano e vanno via sul bus. Tutti vanno di fretta, gettando rapide occhiate alla marea umana in disfacimento che dorme, si agita e beve all'ombra dei pilastri. La stazione è sì un dormitorio ma non all'interno, sul piano binari. La struttura accusa comunque il colpo di un chiaro abbandono. Decine di persone sono in attesa di un treno lungo le banchine, al binario 2 un paio di agenti della Polfer dialogano con alcuni aspiranti clienti di Ferrovie e poi gli «invisibili», gli sbandati, pochissimi per la verità, a vagare ancora fra i marciapiedi rialzati della stazione. Tutto cambia scendendo nei passaggi sotterranei. Alle 23,45 i varchi diretti alla Metropolitana Linea B sono chiusi, ma tutto è ricoperto di corpi, pure alcuni tapis roulant (tanto non funzionano). L'ambiente è surreale e non è rassicurante, non tanto per i dormienti quanto per i barcollanti ancora in giro, quelli che hanno bevuto e tanto. Le ondate di viaggiatori che sono passate precedentemente, li ha visti in tutta fretta, un po’ per l'orario, fa freddo e casa attende, ma soprattutto perché lì sotto è bene non rimanere a lungo. Inoltrandosi a esplorare altri corridoi, non si incontra nessuno a sorvegliare gli ambienti. Qua e là sparsi solo cumuli di coperte con gente dentro, qualche ubriaco e poi il vuoto, la sporcizia. Un grido di aiuto non lo sentirebbe nessuno.

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