È armato, pericoloso ,accusato di tre omicidi. E ora è libero. Era in permesso premio di due giorni a Savona quando è evaso e ha fatto perdere le proprie tracce. Bartolomeo Gagliano, 55 anni, presunto serial-killer, è ora ricercato in tutto il Paese. Doveva rientrare nel carcere genovese di Marassi alle 9 di martedì mattina. E a Genova c’è tornato. All’alba ha fermato un panettiere savonese, lo ha minacciato con una pistola e si è fatto protare nel capoluogo ligure. Qui, però, ha invece fatto scendere il malcapitato commesso e si è dileguato a bordo della vettura. Gagliano è sospettato di avere ucciso due prostitute e un uomo tra il 1981 e il 1989. Gli inquirenti hanno a loro disposizione il modello e la targa della vettura e la descrizione del fuggiasco, trasmessi a tutti i valichi di frontiera e agli uffici di polizia giudiziaria. Si tratta di una Fiat Panda Van color verde con paraurti e specchietti neri targata CV848AW, ha comunicato la polizia su disposizione del pm Alberto Landolfi, che coordina le indagini. Prima di finire dietro le sbarre nell’89, l’uomo si sarebbe lasciato dietro le spelle una lunga scia di sangue. L’accusa è di aver ammazzato una prostituta, un transessuale e una terza persona in un turbine di follia omicida in cui aveva coinvolto un altro criminale fuggito con lui dal manicomio criminale di Montelupo. Gagliano aveva 31 anni quando fu arrestato per l'omicidio del trans Francesco Panizzi. A incastrarlo due bossoli rinvenuti all'interno della sua macchina al momento della cattura: dalla perizia balistica era risultato che erano stati espulsi dalla stessa arma, una 7,65 usata per uccidere la prostituta Laura Baldi e per ferire, durante un gioco erotico, una donna con cui aveva una relazione. Gagliano a Genova stava scontando un cumulo pene per reati contro il patrimonio, furti e rapine a mano armata. Era stato incarcerato nel 2006 e sarebbe tornato libero nell'aprile 2015. Per il delitto della «lucciola» savonese Paolina Fedi aveva scontato 8 anni a Montelupo Fiorentino. Nel 1989 era evaso e aveva ucciso un transessuale, Francesco Panizzi. Quindi si era reso responsabile di altri due tentati omicidi. Era stato nuovamente arrestato, ma giudicato incapace di intendere e volere. Nella sua lunga carriera criminale si contano rapine, lesioni, aggressioni, porto abusivo di armi e altri reati minori. Nei primi sei mesi del 2013, ha sottolineato il segretario generale aggiunto del sindacato di Polizia penitenziaria Sappe Roberto Martinelli, si sono contate sei evasioni da strutture di pena, 20 da permesso premio, una da lavoro esterno e 7 dalla semilibertà. Per questo Martinelli chiede «di valutare l'opportunità» che ai detenuti in permesso venga applicato il braccialetto elettronico. In tal modo, il detenuto potrebbe essere tenuto «sotto il controllo di una Centrale Operativa interforze, pronta ad intervenire in caso di anomalie». Peccato che, malgrado i soldi spesi per acquistarli, i braccialetti finora siano stati utilizzati pochissime volte, con grande spreco di denaro pubblico. L’episodio è stato giudicato «gravissimo» dal ministro della Giustizia. «Inutile negare che questo rischia di essere un duro colpo a quanto stiamo facendo per rendere il carcere un luogo più civile e in grado di assolvere alla propria funzione rieducativa - ha detto Annamaria Cancellieri - Faremo chiarezza, individueremo eventuali responsabilità. Fatti di questo genere non possono e non devono accadere». «Ormai era diventato una persona tranquilla. Era seguito da un pool di esperti che lo teneva sotto controllo e di lui credevamo di poterci fidare per il rientro», si è difeso il direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo. Ma la sua, evidentemente, era solo una recita. In attesa dell’occasione per fuggire.
Serial-killer in fuga È caccia in tutta Italia
È armato e pericoloso. E uccise tre persone
