Attualità

Messa e colazione insieme ai clochard

Pioggia di auguri su Twitter per il Pontefice

Forse il regalo di compleanno Papa Francesco se l’è fatto da solo. Ieri, infatti, ha esteso alla Chiesa Universale il culto liturgico in onore del Beato Pierre Favre, sacerdote professo della Compagnia di Gesù, iscrivendolo nell’elenco dei Santi. Fu il primo compagno di Sant'Ignazio di Loyola e per Francesco è un vero e proprio modello. Ne ha parlato nell'intervista alla Civiltà Cattolica, elencando una lista di ragioni per la sua predilezione. Una devozione che ha portato il Papa a citare il nuovo santo nella sua prima esortazione apostolica «Evangelii gaudium». L’udienza concessa ieri pomeriggio al prefetto della Congregazione per le cause dei santi Angelo Amato è la dimostrazione che per Papa Francesco il giorno del suo 77° compleanno è stato un giorno come un altro, fatto di preghiera, di lavoro e di incontri. A cominciare dalla Messa celebrata come di consueto a S. Marta, dove ha voluto il personale della Domus, in modo, riferisce la sala stampa vaticana, da vivere la celebrazione «in un clima particolarmente familiare». Il Vangelo del giorno della genealogia, ricco dei nomi degli antenati di Gesù, ha offerto al Papa lo spunto per citare alcuni dei dipendenti presenti: «Ma qual è il cognome di Dio? Siamo noi - è stata la risposta - è il nome di ognuno di noi. Dice: 'Io sono il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, di Pedro, di Marietta, di Armony, di Marisa, di Simone, di tutti!"». Questa, ha ribadito, «è l'umiltà di Dio, la pazienza di Dio, l'amore di Dio, che ha voluto farsi nostro!». E questo, ha confidato, «mi fa commuovere. Tanto amore, tanta tenerezza, dall'avere un Dio così». Avvicinandosi il Natale, ha poi concluso, «viene da pensare: se Lui ha lasciato che noi scrivessimo la sua storia, almeno lasciamo, noi, che Lui ci scriva la nostra storia. E quella è la santità. È un augurio di Natale per tutti». Insieme al Papa ha concelebrato il decano del S. Collegio, Sodano, a nome di tutti i cardinali. E al termine il segretario di Stato mons. Parolin ha fatto gli auguri al Pontefice. Continuando a dare l’esempio di quanto predica, il Papa ha voluto che fossero presenti anche quattro clochard che stazionano abitualmente nel rione Borgo, intorno a S. Pietro. Erano accompagnati dall’elemosiniere, mons. Krajewski e tutti insieme hanno poi fatto colazione nel refettorio della Domus. Emozionante il momento in cui uno dei senza dimora ha «presentato» al Papa il suo migliore amico, ovvero un cagnolino. Gli auguri a Francesco sono giunti da tutto il mondo, a cominciare da quelli del presidente della Repubblica Napolitano. Il Centro televisivo vaticano ha diffuso un video con le immagini più significative dalla fumata bianca del 13 marzo a oggi. Pioggia di auguri anche su «Twitter». Intanto il Papa pensa a proseguire la sua missione. Il suo ex allievo Jorge Milia lo spiega sull’Osservatore romano citando un’espressione tipica di Buenos Aires pronunciata da Francesco durante una conversazione: «Si Dios me puso aquì, ¡que Dios me banque!» che significa «Se Dio mi ha messo qui, che se la veda lui adesso, che lui se ne faccia carico!». «Guarda Jorge - è stata la risposta completa di Bergoglio alla domanda su come si sente da Papa - io ho molta pace. Quando tutto questo è incominciato è stato come entrare in qualcosa di vertiginoso, stranamente vertiginoso perché io non avevo previsto niente, mi sembrava incredibile. Ma poi l'ho presa con molta pace». Bergoglio racconta anche di non aver mai provato paura della folla che si stringe a lui, nemmeno a Rio. «Stare in mezzo alla gente - ha assicurato - mi fa bene. E poi la gente ha bisogno di una parola, una stretta di mano. Mi sento sicuro in mezzo alla gente». Francesco ha rivelato di non essere preoccupato nemmeno per la mole insostenibile dei suoi impegni. «L'importante - ha spiegato - è lavorare». Anche nel giorno del suo compleanno.

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