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In pochi a Piazza del Popolo per la manifestazione

Cori da stadio contro la classe politica e il sistema delle banche. Presente anche Casapound

Si è ormai conclusa la manifestazione del movimento dei forconi che, oggi, si era dato appuntamento in piazza del Popolo. Terminato l'intervento di Danilo Calvani, la piazza aveva già iniziato a svuotarsi mentre il leader aveva chiesto di restare ai coordinatori per stabilire il programma dei presidi per i prossimi giorni. Nel frattempo, anche i mezzi delle forze dell'ordine hanno avviato le manovre per smobilitare. Durante la manifestazione, che si è svolta senza tensioni né scontri, sono stati intonati slogan contro tutta la classe politica, primi fra tutti il premier Enrico Letta e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Nel corso del suo intervento, il leader Calvani ha rivolto un augurio a Papa Francesco, al quale la piazza ha risposto con il coro "Francesco, uno di noi". Numerosa la partecipazione dei giovani del centro sociale Casapound, giunti in corteo sventolando bandiere tricolore. I temi più gettonati negli interventi dal palco hanno riguardato invettive contro la politica, il sistema bancario e l'Europa. Piazza del Popolo si era riempita a metà pomeriggio, ma non è stata l'affluenza da record che i leader del movimento avevano annunciato. "Italia, nazione, rivoluzione", "Governo illegale, governo criminale": il primo gridato, il secondo scritto su uno striscione. Erano gli slogan di un gruppo di manifestanti provenienti da Firenze, appena entrati in piazza. "Noi vogliamo avere la possibilità di decidere, magari di sbagliare di nuovo, ma vogliamo andare a votare perché questo sistema non ci piace" sostengono da un gruppo del nord Italia. E subito si accende la discussione tra chi dice "tutti a casa" e chi, pur stanco delle difficili condizioni del Paese, chiede quale sarebbe però l'alternativa. Un altro gruppo, di giovani, intona l'inno nazionale, grida "siamo pronti alla battaglia" e poi se la prende con cameraman e fotografi colpevoli, secondo loro, di essere "servi del potere". Bandiere tricolore e slogan di protesta contro la politica: "Ora basta tutti a casa", "Ribellarsi è un dovere", "Tutti uniti contro questo Governo ladro. Basta, non possiamo più essere loro sudditi", "Imprenditori all'osso, operai alla frutta, precari e disoccupati a dieta" erano i più vistosi tra gli striscioni che tappezzavano la piazza dove stavano facendo il loro ingresso altri manifestanti che hanno acceso fumogeni con i colori della bandiera nazionale. Hanno sfilato sui san pietrini della piazza i ragazzi di Casapound, guidati da Simone Di Stefano. "Sciogliamo le Camere subito, popolo al voto!" Alcune centinaia di militanti provenienti dalla sede di via Napoleone III, dietro lo striscione "Alcuni italiani non si arrendono". In tutto, per adesso, sono qualche migliaio. "Studenti, braccianti, operai... il sole non sorge a Bruxelles" era lo striscione di circa cinquanta persone. Danilo Calvani, uno dei leader del movimento, poco prima dell'inizio ufficiale del presidio aveva affermato: "Vogliamo azzerare questo assetto istituzionale, chi ha responsabilità come il presidente della Repubblica deve rispondere di quello che succede. La gente ci ha chiesto di organizzare tutto questo. Fra poco faremo degli annunci dal palco. Noi siamo autorizzati a rimanere qui fino a mezzanotte, rispetteremo le consegne, mentre gli altri presidi resteranno. Qui c'è il popolo questo mette paura al potere, il popolo andrà avanti, arriveremo al bersaglio tutti uniti, in caso ci si dividerà dopo sulle idee politiche". In mattinata era stata trovata e immediatamente distrutta una cimice in un braccialetto nei pressi del presidio di Piazzale dei Partigiani. "L'hanno messa per controllarci, ma non lo permetteremo" affermano i manifestanti. Alla domanda sul ritrovamento Calvani aveva dichiarato: "Se hanno messo la cimice hanno fatto bene, così a questo punto sanno pure come la pensiamo".

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