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I verbali dell’indagine cremonese/1

Il rigore «inoffensivo» del laziale Mauro Zarate nella partita con l’Udinese dell’8 maggio 2011, terminata 2 a 1 per i friulani. Ma anche il ruolo di Stefano Mauri e Cristian Brocchi nelle combine di Bologna-Lazio (3 a 1), Milan-Lazio (0 a 0) e Lazio-Juventus (0 a 1). Poi ci sono “Ringhio” Gattuso e l’ex portiere Sebastiano Rossi, particolarmente attivi nelle manipolazioni degli incontri del Milan, e la sfrenata passione per «le scommesse» di Gigi Buffon e Antonio Cannavaro. Il tutto, sotto il controllo di due personaggi particolarmente addentrati tra le società di serie A: Franco Bazzani, alias “Civ” (da Chief, capo) e Salvatore Francesco Spadaro, soprannominato «il Vecchio». Questo svela l’incartamento giudiziario di questo quarto filone d’indagine della più ampia inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse. Ben 30 partite della massima serie sono finite sotto la lente degli investigatori del Servizio centrale operativo della Polizia (Sco), svelando un intricato e sistematico meccanismo di manipolazione di incontri di calcio di tutte le serie, che avrebbe avuto una regia a Singapore, con il «capo dei capi» Tan Seet End. Con lui avrebbe operato una cellula «zingara» ai cui vertici ci sarebbero Almir Gecic e Hristyan Ilievsky, i quali di volta in volta si sarebbero serviti di calciatori e dirigenti per manipolare i vari incontri di calcio. Ma non solo, perché un collegamento rilevante per indirizzare a proprio piacimento le partite di calcio, sarebbe giunto da Bazzani e Spadaro, finiti ieri in manette. I due sono particolarmente «addentrati» nel mondo del calcio e sono in stretti rapporti con vari gruppi di scommettitori, come quello dei «bolognesi» capeggiati dall’ex calciatore Beppe Signori.   I l pentito Gecic: gli accordi dicevano di averli con presidenti e ds» A raccontare il ruolo di Bazzani e Spadaro è Gecic, nell’interrogatorio svolto il 10 dicembre 2012. L’uomo afferma di un incontro all’Hotel Tocqueville di Milano, dove avrebbe visto un uomo, poi riconosciuto in Spadaro, con Bellavista e Ivan Tisci (indagato). «Ho trovato Tisci, Bellavista e una terza persona che mi venne presentato da quest’ultimo (…) Nell’occasione questo signore proponeva un accordo di questo genere su una partita di serie A che in quel momento non indicava e che avrebbe indicato una mezzora prima della partita stessa, una volta consegnato il denaro: noi avremmo dovuto fornirgli 650mila euro in contanti e lui, all’atto della consegna del denaro, precisando nel contempo di che partita si trattasse, ci avrebbe firmato un assegno in garanzia (…) Ricordo che questo signore aveva tanti cellulari e continuava a telefonare». Inoltre, racconta che «dopo circa una settimana mi ha telefonato Tisci e con Ilievsky ci siamo recati ancora una volta all’hotel Tocqueville, dove avremmo dovuto incontrare quel signore. Sempre in presenza delle medesime persone dell’incontro precedente quel tale propose un’ulteriore partita di serie A, sempre senza indicarla. Questa volta pretendeva 450mila euro in contanti. Noi gli abbiamo chiesto, per avere maggiori garanzie, se c’era la possibilità di parlare con i giocatori. Il tale ci disse che non era possibile in quanto i giocatori non volevano vederci perché erano i presidenti e i direttori sportivi a prendere gli accordi e i giocatori si limitavano a seguire le loro istruzioni». È Tisci, invece, raccontare lo spessore di Bazzani e Spadaro e la loro evidente entratura nel mondo del calcio. Racconta che «Bellavista era talmente convinto dell’opportunità di concludere questi accordi che era disposto lui stesso a versare l’assegno a garanzia. Qualora l’accordo fosse stato concluso, saremmo rimasti tutti, compreso il «Vecchio» (Spadaro, ndr), a seguire la partita sugli schermi dell’hotel Tocqueville per verificare il conseguimento del risultato. Ricordo ancora che Bellavista mi disse che il «Vecchio» assicurò che non sarebbe stato necessario attendere la fine dell’incontro seguendolo sul televisore in quanto mezz’ora prima della fine della partita la vittoria sarebbe già stata conseguita».   Bazzani e Spadaro e i rapporti con i calciatori della Lazio Secondo il gip di Cremona, che ha convalidato le misure d’arresto, i due faccendieri Bazzani e Spadaro avrebbero avuto stretti rapporti con gli ex calciatori della Lazio, Mauri e Brocchi. «Quanto a Mauri – è annotato – i rapporti si sviluppano attraverso la scheda intestata a Samantha Romano (fidanzata di Luca Aureli, titolare di un’agenzia di scommesse a Roma)». Così saltano fuori contatti telefonici frenetici a maggio 2011. Ben dodici telefonate fra il 5 e il 26 maggio. «L’utilizzo da parte di Mauri, anche in ricezione da Bazzani, della scheda dedicata, rende evidente che non si tratta di rapporti in chiave amicale, ma di contatti con finalità illecita». I contatti «potrebbero riferirsi alla partita del 14 maggio tra Lecce e Lazio». Quanto a Brocchi, «compagno di squadra di Mauri, sono emersi ben 110 contatti tra l’utenza in uso al Bazzani e quella intestata alla “Baci e Abbracci collezioni”, in uso al Brocchi». Ma «ancora più significativi» sarebbero «i contatti che si riferiscono alla partita Lazio-Juventus del 2 maggio 2011 alle 20:45, terminata con la sconfitta casalinga della Lazio per 0-1. Ancora una volta – è scritto negli atti - i contatti sospetti hanno luogo in coincidenza con una sconfitta della Lazio, squadra le cui potenzialità non dimostrano una sua assuefazione a risultati negativi. Vi è da rilevare, inoltre, che l’analisi delle celle (telefoniche, ndr) consente di concludere con certezza che Bazzani, dopo una serie di contatti incrociati con Brocchi, Bellavista e Signori, assiste alla partita, interessando infatti la cella dello Stadio Olimpico, come emerge alle 23:26». E dopo circa «42 secondi il Civ (Spadaro, ndr) manda un sms a Signori, che gli risponde immediatamente. È difficile pensare che non ci sia un rapporto tra le due comunicazioni – conclude il gip - che si svolgono nello stesso minuto. Circa un quarto d’ora prima della fine della partita Bazzani comunica, sempre per sms, con Signori. È evidente che Signori è interessato all’esito della partita. Bazzani si trattiene a Roma anche il giorno successivo, e continua a comunicare sia con Brocchi che con Bellavista». Infine il giudice ricostruisce l’incontro Lazio-Udinese dell’8 maggio 2011, manipolato da Brocchi e Mauri, con la supervisione dei due faccendieri Bazzani e Spadaro. Tuttavia il gip stende un velo anche sul ruolo del calciatore Zarate, pur senza citarlo esplicitamente nell’ordinanza di custodia cautelare. L’uomo, infatti, non risulta indagato nel procedimento. Secondo il giudice, però, emergerebbe che lo sportivo non avrebbe avuto intenzione di segnare. Scrive il gip: «Il portiere dell’Udinese ha parato un calcio di rigore sulla cui esecuzione, quasi inoffensiva, si rimanda ai filmati. L’Udinese ha vinto pur trovandosi in 10 uomini per l’espulsione di Angella».   Gattuso e contatti con la cricca del pallone Il campione del mondo Rino Gattuso è accusato di aver manipolato gli incontri Milan-Lazio del primo febbraio 2011, Chievo-Milan del 20 febbraio (1-1), Milan-Bari del 13 marzo (1-1) e Milan Cagliari del 14 maggio (4-1). Solo per quest’ultima partita, in concorso con l’ex portiere e attuale allenatore della Primavera dei rossoneri, Sebastiano Rossi. Scrive il gip: «L’analisi dei contatti telefonici di Bazzani in occasione della partita Chievo-Milan del 20 febbraio 2011, ha fatto emergere la singolare coincidenza di un contatto (un sms in uscita) con un’utenza intestata al calciatore del Milan, Gattuso. Tale contatto ha consentito di verificare che Bazzani, nel periodo oggetto di indagine, aveva intrattenuto 13 contatti con l’utenza in uso al calciatore, per 13 stagioni in forza al Milan, poi trasferitosi nella stagione appena conclusa nella formazione del Sion, militante nella massima serie svizzera». Così è emerso il rapporto che Bazzani avrebbe avuto con Gattuso e quello che invece avrebbe avuto Spadaro con un intimo amico del calciatore, Salvatore Pipieri. «La figura» di quest’ultimo, scrive il gip, «è emersa dal reticolo di contatti di Spadaro». Di Pipieri, inoltre, sembra parlarne anche un altro collaboratore di giustizia, Wilson Perumal, ascoltato dalle autorità finlandesi dove è imputato per il reato di match fixing. Afferma il giudice che «il “braccio operativo” serbo-croato del cartello criminale singaporiano, aveva contatti in Italia con il “fratello” di Gattuso. Sul punto le verifiche svolte all’epoca avevano consentito di accertare che Gattuso non aveva fratelli. Forse quindi Perumal aveva ricevuto tali dichiarazioni de relato da soggetti dell’organizzazione impegnati in Italia, che si volevano accreditare agli occhi del gruppo, usando arbitrariamente il nome di un presunto parente stretto del noto calciatore del Milan. Ma molto più probabilmente il termine “fratello“ non era stato usato dagli interlocutori di Perumal nel suo significato letterale. Infatti è frequente nei linguaggi gergali e in vari contesti culturali usare il termine “fratello” non per indicare un consanguineo ma un amico fraterno e fidato». Un riferimento a Gattuso, inoltre, giunge anche da alcune intercettazioni ambientali su Nicola Santoni (arrestato nel primo troncone d’indagine) e il calciatore Maurihno, del 30 settembre 2011. In particolare, Gattuso viene «indicato dai due interlocutori – che stanno commentando i recenti sviluppi delle diverse inchieste sul calcioscommesse italiano – come un accanito scommettitore, insieme ad altri notissimi calciatori (Buffon Gianluigi e Cannavaro)». I successivi controlli, poi, hanno fatto emergere le ipotizzate manipolazioni delle partite di calcio. È il caso di Chievo Verona-Milan di febbraio 2011. Negli atti sono ricostruiti i passaggi che hanno fatto supporre l’esistenza della combine: «Il successivo 20 febbraio 2011, mentre Bazzani si dirigeva verso lo stadio Bentegodi di Verona, evidentemente per assistere all’incontro di calcio Chievo Verona–Milan, intratteneva due contatti, a distanza di pochi minuti, con D’Anna Lorenzo (dirigente sportivo della formazione scaligera) e Gattuso; nell’arco temporale dalle ore 12:24 circa alle ore 18:32, invece, effettuava ripetute connessioni attraverso il punto di accesso web.omnitel.it, utilizzabile per le connessioni internet per l’accesso alle piattaforme di comunicazione telematica tipo Skype, Voip e Whatsapp. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, quando l’incontro di calcio era ormai terminato, invece, Civ (Spadaro, ndr) intratteneva una lunga conversazione con Beppe Signori e anche in tale frangente, la sua utenza si connetteva stabilmente con il ponte radio ubicato a Verona, piazzale Olimpia nr.1, perfettamente sovrapponibile e compatibile con l’ubicazione dello stadio di calcio della citta` scaligera».   Milan-Bari e i 400mila euro chiesti dall’intermediario amico del «presidente» «Si tratta di una partita che è stata quantomeno oggetto di un tentativo di manipolazione con l’intervento di Bazzani e Spadaro. Nell’ambito di una lunghissima conversazione dell’11 marzo 2011 tra Bellavista, che era strettamente legato al Bazzani, e il sodale Mauro Bressan, emerge in modo chiaro la metodologia attuata da Bazzani e Spadaro, che non indicavano ai finanziatori di quale partita si trattasse, se non poco prima dell’inizio della partita medesima che, in caso di mancato accordo, neppure sarebbe stata manipolata. Nel caso in esame si noti la particolarità della presenza di Bellavista che è molto vicino ai calciatori del Bari, e che quindi può influire sul risultato». Così scrivono gli investigatori negli atti, spiegando il tentativo di combinare l’incontro. In particolare, dalla telefonata tra Bellavista e Bressan, emergerebbe che i giocatori del Bari pretenderebbero di «immagazzinare 400mila euro per perdere». Alla fine, però, i calciatori biancorossi decidono di non vendersi più la partita, in quanto l’organizzazione era disposta a offrire meno denaro. Il dato emerge da una conversazione fra Bellavista e Bressan, in cui quest’ultimo afferma che «allora facciamo però su questo qua penso che era stato anche chiaro e l’ha visto anche te fosse stata la partita Milan-Bari non possono loro pretendere quelli del Bari di prendere 400 e perdere 1 a 0 ma mi sembra chiaro questo no?» Il denaro sarebbe stato chiesto da un «intermediario», come lo definisce Bellavista, «un intermediario serio amico del presidente» che fa «le cose per bene, te l’ho dimostrato l’altra volta». Inoltre, aggiunge che «per quanto riguarda l’intermediario lì quello ha detto o 400 oppure niente». Così la combine non viene definita. Lo riassumono gli investigatori, parlando di una intercettazione fra Erodiani e Parlato (entrambi indagati nel primo troncone dell’inchiesta): «Parlato, quindi, affermava di aver già discusso con l’ex calciatore pugliese (Bellavista, ndr), il quale gli aveva rivelato che i calciatori del Bari non erano del tutto d’accordo ad aggiustare il risultato della partita con il Milan: «No guarda – si legge nelle intercettazioni - già me l’ha detto anzi mi ha appena detto ti dico mi ha appena detto pensa che ciò i miei qua giù dove abita lui giù, giù (a Bari) che sono proprio dei coglioni sono … vanno a Milano… vanno per dirti no, no assolutamente...».

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