Attualità

Parking abusivi: 120 aree a rischio estorsione

La commissione Sicurezza del Campidoglio ha censito le zone assediate

Dalle camere mortuarie ai centri commerciali, passando per i quartieri della movida e i tribunali: l’ennesima rissa tra parcheggiatori abusivi, che sabato sera ha portato all’arresto delle 5 persone che si contendevano la piazza, riaccende l’attenzione sul pizzo della sosta, di cui ogni giorno a Roma sono vittime centinaia di automobilisti. Quasi nessuno, però, denuncia. Complessivamente, l’ultimo report della commissione Sicurezza capitolina ha censito oltre 120 aree della città già assediate da posteggiatori senza titolo o potenzialmente a rischio, come il centro storico oppure zone che si popolano al momento di manifestazioni ed eventi nel caso del PalaLottomatica o dell’Olimpico. Nel corso dei mesi, si è anche registrato un salto di qualità, nei modi e nelle somme richieste: evitano minacce esplicite suggerendo invece all’automobilista «di stare attento perché la polizia non passa mai e ci sono molti zingari», una delle frasi ricorrenti, e allo stesso tempo alzano la «posta», accontentandosi non più delle monete ma sempre più spesso della banconota da 5 euro. L’ultimo episodio, dicevamo, è avvenuto in via Marsala, vicino alla stazione Termini, dove gli abusivi si litigavano la «postazione» migliore. I carabinieri della compagnia Roma Centro e dell’8 Reggimento Lazio, intervenuti sul posto, hanno infine arrestato i parcheggiatori coinvolti, due romeni, un bulgaro e due indiani, uno finito col naso rotto all’ospedale Santo Spirito. «Dietro c’è un racket ben organizzato - commenta Fabrizio Santori, oggi consigliere regionale che da presidente della commissione Sicurezza ha appunto disegnato la mappa dell’illegalità - Il raffronto tra 2010, 2011 e 2012 indicava sempre le stesse postazioni, circa 120: non ci sono ordinanze specifiche sul tema e si è costretti ad applicare le norme previste dal codice della strada, in queste condizioni anche i blitz dei vigili urbani non risolvono il problema». Infatti l’invasione di posteggiatori abusivi è sotto gli occhi di tutti. L’intero centro è considerato zona rossa, dall’Ara Pacis a piazza Augusto Imperatore, passando per Bocca della Verità e lungotevere Anguillara all’altezza dell’Isola Tiberina, spostandosi verso nord c’è il «caso» del Tribunale di piazzale Clodio, poi l’Olimpico e il parcheggio della Farnesina specie in occasione di manifestazioni, ancora piazza Fiume, il cimitero del Verano e San Lorenzo durante il fine settimana, colpito anche l’Eur infine il litorale fino ad arrivare ad Ostia. «La concentrazione maggiore è in centro storico - aggiorna il comandante Maurizio Maggi a capo del GSSU (gruppo sociale sicurezza urbana) della polizia di Roma Capitale - il flusso segue poi eventi e stagioni: in estate si spostano sul lungomare, verso Ostia e Torvajanica, nel weekend nelle aree della movida, come Trastevere e Testaccio, poi ci sono le manifestazioni, Gay Village o PalaLottomatica». «Può trattarsi di disperati che chiedono l’obolo come elemosina - continua Maggi - ma nel 60% dei casi questi soggetti sono gestiti a livello organizzato, fanno riferimento a un unico capo che impone la gerarchia ad altre quattro o cinque persone, succede per esempio ad Ostia o a Trastevere». Sul piano pratico, nonostante i ripetuti interventi non è semplice ottenere risultati duraturi: gli agenti, che di norma agiscono in borghese, applicano il codice della strada, una sanzione di 765 euro che evidentemente nessuno paga, provvedendo al sequestro dei proventi oggetto della contestazione. Al contrario, nelle situazioni in cui i vigili vengono sollecitati direttamente dall’automobilista al momento della richiesta di soldi nel 90% dei casi, conferma sempre Maggi, non segue una denuncia: «Chi teme ritorsioni, chi dice di dover scappare al lavoro», e l’iter sfuma. Se si parla di recidiva nei riguardi degli extracomunitari si prevede ora una denuncia a piede libero e non più l’arresto, il risultato è che indipendentemente dal numero di blitz nel giro si ritrovano le stesse facce e una montagna di soldi.

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