Attualità

Vince alle slot ma mangia alla Caritas

La Snai non le paga i 500mila euro della vincita. Da venti mesi è alle prese con ricorsi e tribunali.

Quella vincita da 500 mila euro alla slot machine avrebbe potuto cambiare radicalmente la sua vita: dalla mensa della Caritas a un conto corrente da far dormire sonni tranquilli. Invece per Barbara T., romana di 40 anni, il sogno si è trasformato presto in un incubo, fatto di carte bollate, ricorsi in Tribunale e sedute di psicoterapia. E come nella fiaba di Cenerentola, nel giro di poche ore, la magia è finita. In mano però le è rimasta la prova di non aver solamente sognato. Al posto della scarpetta di cristallo, la ricevuta della vincita, che nel mondo reale vale come titolo di credito. Tutto è iniziato 20 mesi fa, in un giorno difficile da dimenticare. Il 16 aprile 2012, intorno alle ore 13, la donna si è recata nell’agenzia Snai di via Ghislieri, in zona Monteverde, a Roma, e ha cominciato a giocare alle videolottery presenti nella sala scommesse. Dopo due ore mezza trascorse davanti a un monitor a pigiare un pulsante, è successo quello che speri ma non ti aspetti. Dalla macchinetta Vlt è uscito uno scontrino a cinque zeri. Barbara non poteva credere ai suoi occhi: aveva vinto il jackpot di 500 mila euro. Con la mano che ancora le tremava, ha presentato la ricevuta al direttore del Punto Snai. Il dipendente ha confermato l’avvenuta vincita, garantendole l’immediata riscossione della cifra, decurtata delle tasse dovute allo Stato, che ammontavano a poco meno di 6 mila euro. Il sogno stava per trasformarsi in realtà, quando il direttore dell’agenzia ha riferito alla quarantenne che la Snai spa, su indicazione della Direzione centrale, non intendeva assolvere al pagamento della somma, senza fornirle un’adeguata spiegazione. Piombata nella disperazione più totale, Barbara si è rivolta a un difensore d’ufficio e da qui ha preso il via il suo calvario giudiziario. Prima il legale ha inviato alla società di scommesse una diffida di pagamento (rimasta senza risposta) e poi il 20 febbraio scorso ha presentato al Tribunale di Roma un ricorso per decreto ingiuntivo, allegando la copia della ricevuta vincente. Il 29 marzo l’ottava sezione civile ha ordinato l’ingiunzione di pagamento. La Snai però ha presentato opposizione e ora nell’udienza fissata per metà febbraio il giudice deciderà se concedere provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, in attesa della sentenza. «Questa vicenda - spiega l’avvocato Andrea Rizzelli - ha creato un gravissimo danno allo stato psicofisico della mia cliente, costringendola a sottoporsi a cure mediche. Ha toccato con mano la possibilità di risolvere problemi economici che la affliggono da tempo e poi si è vista negare ingiustamente e immotivatamente questa opportunità». Quello di Barbara T. non è un caso isolato. In quello stesso 16 aprile 2012 ci sarebbero state altre 250 vincite non pagate dalla Snai. Il Tempo alcune settimane fa, ha raccontato dello scontrino da 9 milioni 597 mila 233 euro e 14 centesimi che un altro romano, Riccardo R., ha ritirato da una videolottery dell’agenzia Snai del quartiere Torre Maura. Anche in questo caso ne è nato un contenzioso civile, ancora pendente presso il Tribunale. Al quale si è sommata anche un’indagine penale della Procura di Roma che ha esaminato tutte le vincite di quel giorno. «Le anomalie di funzionamento verificatesi il 16 aprile 2012 - si legge nell’informativa della Guardia di Finanza - sono ascrivibili al mancato monitoraggio del corretto funzionamento del sistema di gioco da parte del concessionario. Infatti, come comunicato da Sogei all’agenzia, seppur in presenza di tutte le notifiche (oltre 3mila al giorno) sugli eventi che si stavano verificando, non sono state adottate da Snai azioni finalizzate alla risoluzione delle anomalie che hanno progressivamente e inevitabilmente degradato le prestazioni del sistema, portandolo verso una condizione di instabilità e incontrollabilità». «Andremo fino alla Corte europea se sarà necessario - aveva minacciato l’avvocato Cristian Todini, che assiste Riccardo R. - Sono cose che succedono solo in Italia. Non è possibile che la Snai dica no quando si vince».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.