Attualità

Un Uomo vittima dell’assalto del sistema finanziario e industriale

di Ottaviano Del Turco Angelo Rizzoli ha vissuto gli ultimi anni mescolando le gioie di una famiglia cui tanto teneva, con l’ansia di tornare a essere protagonista della vita professionale, un...

Angelo Rizzoli ha vissuto gli ultimi anni mescolando le gioie di una famiglia cui tanto teneva, con l’ansia di tornare a essere protagonista della vita professionale, un tratto che era parte del patrimonio genetico della sua famiglia. Un uomo sempre disponibile, con cui il dialogo diventava un esercizio sorprendente: dotato di una memoria prodigiosa, sembrava ricavare il suo contributo alla conversazione, qualunque fosse il tema, dalla disponibilità di un’immensa biblioteca. La sua casa è un contenitore elegante di quanto di meglio la letteratura mondiale ha prodotto e stampato, con manuali di pregio che appartengono alle dottrine politiche e filosofiche degli ultimi secoli. Non c’era argomento che potesse emarginarlo da una conversazione. Ed era sorprendente la velocità con cui riusciva a mettere i propri interlocutori nelle sue stesse condizioni, con spunti e provocazioni che arricchivano il gusto del confronto. La sua memoria prodigiosa si poteva anche sfidare con temi diversi: dalla musica italiana, americana e francese, di cui conosceva autori e interpreti, fino alle formazioni delle squadre di calcio, quella del suo Milan in particolare. Tuttavia, non ci voleva molto a capire che questa sua disponibilità alla conversazione nascondeva un tormento che l’ha inseguito fino alle ultime ore della sua esistenza. Si sentiva vittima di una vicenda nella quale i sistemi finanziario, industriale e creditizio avevano lanciato un assalto dal quale era difficile uscire salvando la proprietà e il suo prestigio imprenditoriale. Non voleva riconoscere il “dominio” del più forte e rifiutava la prepotenza degli eventi che si abbattevano sulla vita professionale, sul suo lavoro. Poi la malattia, quella che Angelo ha incontrato a 18 anni e che non è riuscito a debellare: la sclerosi multipla. Negli ultimi anni, negli ultimissimi mesi, la malattia e la forza incontenibile dei suoi avversari hanno fiaccato la sua capacità di resistenza e la sua stessa voglia di combattere la battaglia per la propria esistenza. Angelo è stato un amico speciale per chiunque ha avuto la fortuna di incontrarlo. Non riesco a pensare a lui, salvo declinando il presente. Perché un Uomo, una Persona e un Amico come Angelo Rizzoli non sparisce mai per sempre, così come non sparirà dall’amore dei suoi familiari e dall’affetto inestinguibile dei suoi amici e dalla memoria di chi l’ha incontrato, conosciuto e stimato.

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