Vogliono stanarli da dentro i palazzi del potere. I politici se ne devono andare a casa. E domani, quando si voterà la fiducia al governo Letta, potrebbero arrivare fino a Montecitorio. I “Forconi” che hanno messo a ferro e fuoco Torino e manifestato con presidi rabbiosi in altre città nella giornata di ieri, proseguono la protesta contro le tasse, la crisi, la classe dirigente che non capisce la situazione di esasperazione che stanno attraversando. La mettono così, gli agricoltori, gli allevatori, a cui si sono uniti camionisti, precari, studenti, ambulanti, disoccupati, immigrati, ultras delle squadre di calcio, movimenti di estrema destra e con i quali, in un certo senso, hanno solidarizzato anche i poliziotti che ieri a Torino, davanti ai manifestanti che li incalzavano, hanno deciso di togliersi il casco. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ospite del Tg3, stasera fa la voce grossa contro i manifestanti che non accennano a calmarsi e che in queste ore, un po' in tutta Italia, proseguono con i blocchi dei caselli autostradali e delle stazioni ferroviarie: "La linea è sempre quella del rispetto della legge e della democrazia, siamo per dare tutto il supporto affinché chi voglia manifestare lo faccia pacificamente, nel rispetto delle leggi e delle libertà degli altri, ma non accetteremo che le città vengano messe a fuoco. Siamo dalla parte dei torinesi che accettano le proteste quando sono pacifiche, ma che non possono vedere violata la loro libertà". Poi Alfano, facendo seguito alla richiesta di Forza Italia e del Partito Democratico di riferire in Parlamento sulle proteste e il comportamento della polizia, ha assicurato che lo farà, perché "il Parlamento è la casa degli italiani ed è bene che nel dettaglio si sappia ciò che è avvenuto" e poi ha anticipato una spiegazione della questione dei caschi della polizia, che vorrebbe smorzare le polemiche: "Un funzionario di polizia vedendo che il clima defibrillava, ha detto ai suoi uomini che potevano abbassare le armature, e loro lo hanno fatto e si sono accorti di avere davanti un pezzo del corteo e si sono relazionati con loro. È sempre accaduto". Silvio Berlusconi, intanto, facendo seguito alla richiesta di un incontro da parte degli autotrasportatori, ha deciso che domani alle 17 incontrerà una loro delegazione nella sede di Forza Italia in Piazza San Lorenzo in Lucina. Ed è intervenuto per chiedere a gran voce che anche il governo faccia lo stesso con le associazioni di categoria coinvolte, perché si sta sottovalutando la gravità della protesta. Il Cavaliere ha diramato una nota in cui si legge che "la prevista convocazione del 17 dicembre da parte del Sottosegretario delegato, cioè addirittura fra una settimana, consente alla protesta di proseguire fino a quel giorno, arrecando danni alla nostra economia in un momento già tanto difficile". Berlusconi ricorda la necessità della massima responsabilità che occorre avere in questi momenti. Sul ruolo che il Cavaliere vuole giocare in queste ore di tensione, il Mattinale di Forza Italia, la nota politica redatta dallo staff del gruppo alla Camera dei deputati, oggi aveva tentato un parallelismo tra lo scoppio della protesta dei Forconi e il successo del renzismo alle primarie, movimenti che "non hanno la positività e la concretezza per affrontare davvero la crisi con una buona politica. Questo è invece oggi il compito proposto da Berlusconi ai moderati attraverso Forza Italia. Essere in questa crisi capaci di far sperare invece che odiare. Invece che rottamare, cambiare. Invece che distruggere, costruire e prosperare”. Se da Torino intanto il prefetto Paola Basilone chiama rinforzi, domani, per far fronte “ai disagi conseguenti alle proteste”, è sulla Capitale che sale il livello di attenzione. Perché la rabbia non si ferma. Possibile quindi che ci sarà l'annunciata marcia su Roma, sulla quale però le voci che circolano non riescono a far chiarezza. “Non è il momento della marcia” ha detto Mariano Ferro, uno dei leader del movimento, che però conferma l'ipotesi di una manifestazione nella Capitale, anche se con toni e modalità pacifiche: “Ci sarà, ma non domani, stiamo stabilendo quando, ma sarà con le nonne e i bambini. Sarà una manifestazione democratica e pulita”. Ferro intanto si è recato alla prefettura di Palermo per chiedere “di allentare la morsa sui manifestanti che sono impauriti” e ha attribuito i disordini di ieri solo all'irresponsabilità di “quattro scalmanati”. Danilo Calvani, però, leader nazionale del movimento, che da ieri sta presidiando piazzale dei Partigiani a Roma, ha detto che "Se i politici non resteranno a casa, ci organizzeremo in questi giorni per indire la prossima settimana una manifestazione a Roma che porti milioni di persone. Sarà un assedio pacifico e concorderemo il percorso con le forze dell’ ordine, ma siamo disposti a restare fin quando i politici non andranno via". Anche se poi ha voluto rassicurare che “il coordinamento 9 dicembre non parteciperà ad alcuna iniziativa che non sia stata autorizzata precedentemente dalla Questura”. E il presidio di fronte la stazione Ostiense, che oggi ha dato vita ad alcuni mini-cortei, andrà comunque avanti: “Staremo qui a oltranza”. Alfano, nel frattempo, ha convocato un vertice con i responsabili delle forze dell'ordine per capire quali passi muovere nelle prossime ore. Per Roma, è già stato deciso di blindare le zone attorno a Palazzo Chigi, Palazzo Madama, Montecitorio e il Quirinale.
Berlusconi: "Il governo convochi gli autotrasportatori"
Il Cavaliere li incontrerà domani. Alfano: "Non consentiremo la messa a fuoco delle città". Roma a rischio per il voto di fiducia al governo Letta
