Si stringe il cerchio sui fornitori di cocaina. Il canale usato dai «pusher» Mirko Ieni e Marco Galluzzo, per cedere lo stupefacente a Ponte Milvio, a Roma, alle due baby squillo di 15 e 14 anni, presto potrebbe essere individuato. La Procura della Repubblica di Roma sta infatti per chiudere definitivamente il cerchio sul filone investigativo relativo alla droga. Gli elementi sono tutti nelle mani dei magistrati capitolini, che intanto attendono il deposito delle motivazioni con cui il Tribunale del Riesame ha stabilito di lasciare in carcere Ieni e Galuzzo, i personaggi chiave di questo troncone della più vasta inchiesta sul giro di prostituzione minorile al quartiere Parioli di Roma. Perché di fatto uno dei punti più inquietanti di questa squallida vicenda è proprio la cocaina, scoperta - come anche lo sfruttamento della prostituzione - grazie alla mamma della 15enne. La donna ha raccontato tutto in alcune denunce presente ai carabinieri, affermando non solo del comportamento «violento» della figlia, ma anche della presenza nella rubrica telefonica della minore, di alcuni contatti sotto il nome di «cliente». Inoltre, ha detto di aver trovato nella borsetta della figlia «una piccolissima quantità di sostanza polverosa di colore bianco, all’interno di una fiala di plastica con tappo». Successivamente, poi, ha individuato l’sms di quello che si è rivelato essere uno dei principali fornitori di cocaina: «Cliente Bambus», al secolo Marco Galluzzo. Il resto l’hanno compiuto i magistrati, ricostruendo tutti i passaggi. Così, ascoltata dalla Procura, una delle due ragazzine ha detto che «Galluzzo aveva ceduto all’amica (minore, ndr.) la cocaina anche nel mese di giugno a Ponte Milvio in cambio di una prestazione sessuale», è annotato negli atti investigativi. Il 28 ottobre scorso, invece, l’altra baby squillo ha riferito che «in un primo momento aveva lo stupefacente solo in cambio di sesso, poi ha cominciato a pagarla e precisava che la pagava a "Mimmì", che a "Mimmì" la pagava perché con questi non aveva rapporti sessuali e gli dava 40/50 euro per mezzo grammo. Che ha acquistato ripetutamente la cocaina per un periodo una volta alla settimana e che aveva acquistato da Ieni la settimana per tutto il mese di settembre e ottobre e che la comprava per il sabato sera e che di solito la consumava con l’amica (minore)» in una discoteca dell’Eur. I pusher, secondo le indagini, acquistavano la droga sulla Prenestina e poi la vendevano a Roma Nord, come a Ponte Milvio o ai Parioli.
Cocaina durante gli incontri hot, pusher nel mirino
La magistratura per ora ha chiesto e ottenuto che i due presunti spacciatori non escano dal carcere.
