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Addio all’uomo buono che ha cambiato la storia

È morto Nelson Mandela leader anti-apartheid. Ha vissuto 95 anni lottanto per libertà e uguaglianza

La frase che meglio inquadra la figura contemporanea e storica, politica e epica, di Nelson Mandela l'ha pronunciata l'attore americano Morgan Freeman, che alcuni anni fa l'ha interpretato in «Invictus», l'invincibile, il film di Clint Eastwood sull'ex Presidente del Sudafrica: «Poco importa - ha detto Freeman - cosa sia Mandela per me. Importante invece è cosa sia per gli altri». Il film di Eastwood racconta come il neo-presidente Mandela seppe sfruttare politicamente, negli anni Novanta, l'amore per il rugby del suo Paese per una sorta di pacificazione tra bianchi e neri. E questo grazie a una sorta di patto d'acciaio con il capitano della squadra di rugby Francois Pienaar (interpretato nel film da Matt Damon). Una cosa che portò poi il Sud Africa alla straordinaria vittoria nel 1995 al Campionato del mondo, momento chiave della pacificazione di quel paese diviso da antichi odi razziali e voglia di rivalsa tra bianchi e neri. Fiction e realtà, storia e mito, rivoluzione e realismo, riscatto e pazienza. Prigione e potere. Sport e governo. Mai nella storia umana e politica contemporanea un uomo ha saputo incarnare dentro di sé tutte assieme queste dimensioni standosene 27 anni in carcere per poi uscire vittorioso sull'apartheid e la segregazione razziale dei bianchi contro i neri in Sudafrica. Per questo, forse, la sua biografia ha fatto impazzire il mondo - la storia di un nero vincente in politica e contro il sistema, laddove persino Martin Luther King aveva fallito. Sceneggiatori, cantanti, scrittori, tutti a cercare emozioni nella carne della sua esistenza, tra film, fiction tv, concerti tributo, libri. Lo hanno incontrato i presidenti liberi di tutto il mondo e la modella Naomi Campbell, ha preso il Nobel e trentuno anni prima il Premio Lenin. Ed allora entriamoci dentro questa vita, vediamola nelle sue pagine più dirimenti ed epiche. Il 18 luglio 1918 Nelson Rolihlahla Mandela (il cui nomignolo diverrà Madiba), nasce a Qunu, villaggio nel territorio del Transkei, nel sud-est del Sudafrica, da famiglia reale di etnia Xhosa. Nel 1939 si iscrive all'università di Fort Hare, l'unica del Paese per i neri, dove studia legge. Nel 1943: diventa membro dell'African National Congress (Anc). L'anno seguente incontra Evelyn Mase, che diventa la sua prima moglie e con la quale avrà due figli. Fonda insieme a Oliver Tambo la Lega giovanile dell'Anc. In Sudafrica nel 1948 l'apartheid, la segregazione razziale, diventa istituzione e negli anni seguenti Mandela conduce la «Campagna di disobbedienza civile» contro l'apartheid. Nel 1956: viene arrestato per «alto tradimento». L'anno dopo divorzia da Evelyn e nel 1958: sposa Winnifred «Winnie» Madikizela, dalla quale avrà altri due figli. Nel 1961viene assolto nel processo per «alto tradimento». In dicembre fonda l'ala armata dell'Anc e ne diventa capo. Trascorre appena un anno e Mandela viene condannato a cinque anni di carcere per incitazione allo sciopero e per aver lasciato il Paese senza autorizzazione. Nel 1962 viene arrestato il gruppo dirigente dell'Anc nel suo rifugio di Rivonia, a Johannesburg. Sulla base di documenti sequestrati, Mandela verrà incriminato per «sabotaggio» e «alto tradimento». Durante il processo pronuncia un discorso sulla democrazia, definendola «un ideale per il quale sono pronto a morire». Il 12 giugno 1962 insieme ai suoi coimputati Mandela viene condannato all'ergastolo e internato nel carcere di Robben Island, al largo di Citta' del Capo. Sarà liberato soltanto 27 anni dopo, l' 11 febbraio del 1990. Nel 1991 viene eletto presidente dell'Anc e conduce le trattative con il governo di Frederick De Klerk, l'ultimo presidente bianco, per la transizione alla fine del regime segregazionista. Nel 1993 gli viene assegnato il Nobel per la pace insieme a De Klerk. Nel 1994 si tengono in Sudafrica le prime elezioni multirazziali (fino ad allora avevano diritto al voto solo i bianchi). Mandela e' eletto presidente del suo Paese. Sotto la sua presidenza viene istituita, per iniziativa dell'arcivescovo anglicano nero Desmond Tutu, la Commissione per la Verità e la Riconciliazione per consentire a chi ha commesso crimini negli anni dell'apartheid di confessarsi pubblicamente e ottenere perdono. Nel 1996: divorzia da Winnie e due anni dopo si risposa con Graca Machel, vedova dell'ex presidente del Mozambico Samora Machel. 1999: nelle elezioni stravince l'Anc e alla presidenza Thabo Mbeki succede a Mandela. Tra il 1999 e il 2001 diventa mediatore del processo di pace nel Burundi. Nel 2003: a Città del Capo presiede dei concerti contro l'Aids, vera piaga del Sudafrica. Due anni dopo sarà lui stesso ad annunciare che il figlio, Makgatho, 54 anni, e' morto di Aids. L'anno prima - ironia della sorte che inciampa anche la vita dei grandi - Nelson Mandela si era ritirato dalla vita pubblica. Una corsa, quella di questo uomo libero in un Paese dove il regime l'avrebbe voluto schiavo, che ben spiega come tutti, ancora oggi, siano pazzi per lui, affabulati da una vita dove c'è tutto, persino il lieto fine in politica, la vittoria sulla segregazione e la elezione a presidente, che non è toccato (il lieto fine) neppure a Napoleone Bonaparte. Un invincibile, appunto, che negli ultimi anni, quelli della vecchiaia irreversibile, ha conosciuto solo la sconfitta dell'essere umano e quindi mortale. Come tutti. «L'ho incontrato nel 1997 - ha ricordato sempre l'attore Morgan Freeman - e credo che neppure il Papa avrebbe avuto la possibilità di intimidirmi come ha saputo fare lui». Era il Madiba. Lui, che non si è fermato mai, neppure davanti alla galera più dura, contando sulla forza delle proprie convinzioni: «Se tu permetti - ha detto anni fa - alla tua luce di splendere, tu inconsciamente dai agli altri il permesso di fare lo stesso. Così tu sei liberato dalle tue paure e la tua presenza automaticamente libera gli altri». Anche così si entra nel Mito. Addio Nelson, la storia e gli uomini liberi non ti dimenticheranno. Mai.

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