Filippo e i suoi tre coinquilini dal mese prossimo pagheranno 400 euro al mese per un appartamento in zona centrale a Roma. Sono tra i primi studenti che hanno denunciato alla Guardia di finanza di pagare in nero. «Screzi col padrone di casa ci hanno spinto a segnalare tutto. Era arrivato a fare una specie di mobbing su una ragazza che vive con noi, al punto da obbligarla a sgomberare la casa altrimenti le avrebbe sequestrato tutte le sue cose». Ma dietro la denuncia, come precisa, non c’è solo la «convenienza», ma anche e soprattutto «la moralità». Ragazzi dai 19 anni in su, che lo stesso generale Ivano Maccani, a capo del comando provinciale della Guardia di finanza di Roma, non esita a «ringraziare per la collaborazione», oltre a lanciare un messaggio a tutti i cittadini: «Aiutateci a restituire alla società civile ciò che le è stato illecitamente sottratto». A rispondere sono stati per primi i ragazzi, come risulta dall’email helpaffitti.roma@gdf.it . Una casella di posta elettronica appositamente istituita per raccogliere tutte le segnalazioni. E così, si scopre che le situazioni di difficoltà sono diverse. Il caso di Fillippo e suoi tre coinquilini è solo uno, nella giungla di affitti in nero per la città di Roma. Spiega che il padrone di casa ha fatto una specie di ricatto: tre mensilità di caparra, oltre a 1.200 euro al mese. Impossibile nel contesto economico attuale. Così, hanno accettato di diventare affittuari "fantasma", pagando esclusivamente l’affitto e dando poche centinaia di euro di deposito. È stato il mobbing sulla coinquilina a indurli a denunciare tutto: «Abbiamo letto delle iniziative del sindaco Marino sugli affitti in nero, ma ci ha aiutato l’Unione inquilini di Roma, mandandoci alla Finanza. Lì abbiamo fatto un esposto e a giorni firmeremo il contratto di locazione grazie alla loro intermediazione. Dovremo pagare 100 euro a testa. È una convenienza, perché ora darò 1.200 euro per un anno, quanto davo prima per cinque mesi». Poi c’è il caso di Giulia. La sua mail è giunta sulla casella di posta dei militari. «Sono in affitto in 30 metri quadrati con un altro coinquilino. La padrona di casa che avrebbe dovuto registrare il contrato, dal 14 maggio 2012 ad oggi non lo ha fatto e mai lo farà (per questioni di acquisto con agevolazioni prima casa). La stessa pretende aumenti di affitto e spese varie di condomino. La padrona dice sempre che avendo sia lei che suo figlio la residenza in questa abitazione, possono riprenderne possesso in qualsiasi momento. È vero? Possiamo fare qualcosa per regolarizzare il contratto senza essere cacciati da casa? Quali ripercussioni potremmo avere da lei e dai suoi cinque figli se venisse a sapere che abbiamo esposto la nostra situazione alla Gdf?».
Filippo ha denunciato il proprietario e pagherà meno
Filippo e i suoi tre coinquilini dal mese prossimo pagheranno 400 euro al mese per un appartamento in zona centrale a Roma. Sono tra i primi studenti che hanno denunciato alla Guardia di finanza di...