Aumentano i furti di rame in Italia, ma aumentano allo stesso tempo anche le denunce e gli arresti. È la fotografia scattata dell'Osservatorio nazionale, composto da forze di polizia, Agenzia delle Dogane, Fs italiane, Enel, Telecom Italia e Anie (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche), che ieri mattina ha tenuto un convegno a Roma sull'argomento, nella sede delle Ferrovie dello Stato. Quello dell’«oro rosso», infatti, è un mercato in crescita: nel triennio 2011-2013 il Gruppo Fs, in Italia, ha stimato in un danno economico su tutto il territorio nazionale pari a quasi 31 milioni di euro, di cui circa 12 milioni per i costi degli interventi necessari al ripristino della circolazione. Un vero e proprio racket, insomma, in mano alla malavita organizzata che delega in prevalenza rom e cittadini dell’est Europa al furto. I dati, resi noti alla presenza dell'ad di Fs, Mauro Moretti, di quello dell'Enel, Fulvio Conti, e del capo della Polizia, Alessandro Pansa, parlano chiaro: i furti di rame nel 2012 sono stati 18.346 con un incremento del 6,9% rispetto all''anno precedente. Nei primi 6 mesi del 2013, invece, sono stati 11.040 con un incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 12,1%. Sempre nei primi sei mesi dell''anno corrente le persone denunciate sono state 2.720 (+41% rispetto al 2012) di cui 1.631 in stato di arresto (+36,7%), il tutto a fronte di 3.400 denunce e 2.092 arresti nell'intero 2012. Più positivi, invece, i dati che riguardano i furti sulla rete ferroviaria: nei primi 10 mesi del 2013 il fenomeno ha registrato una lieve diminuzione pari all’1,8%. Tra le regioni più colpite dal fenomeno il Lazio. I furti di rame ai danni delle Ferrovie, nei primi 10 mesi del 2013, sono stati 200, per un danno di circa un milione di euro e un totale di 90.050 chilogrammi di rame trafugato. I treni coinvolti sono stati 1.607, che hanno collezionato oltre 15 giorni di ritardo, pari a 21.148 minuti. Le linee più colpite sono la FL2 Roma-Tivoli-Pescara, nel tratto tra Roma e Tivoli, quella della Roma- Napoli e le tratte sul nodo di Roma.
Il Lazio terra preferita dai predoni di «oro rosso»
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