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Addio al parrucchiere delle star

Roberta Maresci Cinguettii, foto e ricordi per l’ultimo saluto ad Aldo Coppola: genio dei capelli, è morto la notte di mercoledì, a 73 anni. La ghigliottina del cancro alla prostata ha dato l’unico...

Cinguettii, foto e ricordi per l’ultimo saluto ad Aldo Coppola: genio dei capelli, è morto la notte di mercoledì, a 73 anni. La ghigliottina del cancro alla prostata ha dato l’unico taglio che il parrucchiere delle star ha combattuto con tutte le sue forze, fin dal 1998. Valerio Staffelli, grande amico dell’hair stylist, ha espresso il suo cordoglio dicendo addio al «Maestro dei Maestri». Decisamente più ironica Paola Saluzzi: «Il privilegio di averti conosciuto, di aver riso con te. Ciao Aldo. Spettinatissimi baci». Sobria, l’esperta di moda e stile Carla Gozzi: «Hai fatto la storia e portato l’Italia nel mondo». Era un uomo forte, eppure le metastasi e i danni provocati dalla malattia l’hanno sconfitto. Per quindici anni ha combattuto il male a viso aperto. Poco tempo fa, sorridendo, aveva detto: «Da quando sto male mi è tornata la creatività». Eppure aveva quindici anni quando divenne campione lombardo di acconciatura. Ma la svolta fu un’altra e avvenne nel suo salone, quando (nel 1965-66) buttò via tutti i caschi, sostituendoli con spazzola e phon. «Volevo una donna naturale, senza impalcature. Purtroppo alcune clienti non hanno capito che il brushing era il futuro e le ho perse» ha raccontato qualche tempo fa. «Un altro momento decisivo è stato, nel 1980, l’inizio della partnership con L’Oréal Professionnel, da cui sono tra l’altro scaturiti i libri d’arte che amo molto. Ma gli anni più vivaci sono stati il ’68 e ’69: sfilate e shooting a raffica con i couturier top e con i più grandi fotografi. Ho lavorato con tutti: da Giampaolo Barbieri ad Horst, da Carlo Orsi a Norman Parkinson, al mio amico fraterno Oliviero Toscani, solo per citarne alcuni. Se per qualche ragione non ce la facevo ad essere presente sul set o nel backstage di una passerella, perdevo il cliente. Con Versace è andata proprio così». Tra i primi a stabilire un contatto con le attrici più famose, da Sofia Loren a Monica Bellucci, mai si rifugiò nella formula vincente, che mai si cambia. Lui no, non contento di aver inventato nel ’66 il «taglio a capelli asciutti» con la tecnica dello scalato, nel Settanta lanciò il bigodino a spirale per creare permanenti a effetti semi-natural (utilizzabile anche a caldo). Poi buttò via le spazzole nell’83, per il taglio «waves» e asciugatura a mano. Seguito dal crouchet e dal tourchion, che abbinava alla tecnica di colore chiamata «sombrero», in omaggio alla sua forma. Al mondo, non c’è donna che non lo ricordi per lo shatush, evoluzione dei «colpi di sole» e «meches», capace di colorare la chioma sfumando in lunghezza in tre gradazioni: per averne un esempio guardate Belen Rodriguez o Elisabetta Canalis. Di lui resta il ricordo e un impero da 22 milioni di euro e più di mille dipendenti.

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