Seduti sopra una bomba a orologeria. Sono più di 5,8 milioni gli italiani che vivono in zone a elevato rischio idrogeologico. Si tratta del 9,6% della popolazione, un esercito di 2,4 milioni di famiglie sparse su un’area di 29.500 chilometri che va da Nord a Sud, da Est a Overst. Un’emergenza che dura da decenni, nonostante l’espressione per indicarla, il fantomatico «dissesto idrogeologico», è entrata nel lessico quotidiano solo da pochi anni. Senza considerare le aree a forte rischio sismico (il 44% del Paese, più di un comune su tre) il 10% della superficie italiana è soggetta e frane e alluvioni dagli effetti potenzialmente devastanti. Si tratta di 1,2 milioni di edifici dislocati in 6.631 comuni, l’89% del totale. Sono a rischio alluvioni 1.492 centri, la metà di quelli soggetti a frane (2.823). Il resto, 3.118 comuni, vivono con la spada di Damocle dell’uno e dell’altro evento. La fotografia scattata dal rapporto Lo stato del territorio italiano 2012 dell’Ance è impietosa. Le Regioni più a rischio sono l’Emilia Romagna con il 19,5% della superficie in dissesto, seguono Campania (19,1%) e Molise (18,8%). La fragilità del Paese è però ben distribuita su tutto il territorio nazionale per le caratteristiche geologiche, l’impatto dei fenomeni metereologici ma anche - e soprattutto - per l’incontrollata crescita demografica e urbanistica dagli ’60 a oggi. Dal novembre 2011 al primo gennaio 2013 - riporta l’annuario del clima dell’Ispra - sul territorio nazionale, sono avvenuti 4.129 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2, mentre le frane censite sono state circa 487.000 e hanno interessato un’area pari al 6,9% del territorio nazionale. Quella delle frane, causate da urbanizzazione selvaggia, disboscamento e piani regolatori che non tutelano il territorio, è una vera piaga. La popolazione esposta ammonta a 987.650 abitanti. Tantissime, ma comunque meno di quelle esposte ad alluvioni che sono invece 6.153.860. Le cause sono sempre direttamente o indirettamnente ricunducibili alla scarsa attenzione verso il territorio e la sicurezza della popolazione. Intanto, a intervalli regolari si susseguono le calamità. E si contano i morti. Un ultimo dato, per tutti: dal 1951 al 2012 le alluvioni hanno fatto 1.519 morti.
L’emergenza infinita In pericolo 9 comuni su 10
Il 10% della popolazione italiana vive nelle zone in dissesto Dal 1951 frane e alluvioni hanno fatto più di 1500 morti