La lista di clienti si allunga ogni giorno. Gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con le due baby squillo dei Parioli, a Roma, spuntano come funghi dai cellulari delle ragazzine di 14 e 15 anni e da quelli degli arrestati e indagati. Più gli inquirenti scavano per scoprire chi ha pagato prestazioni sessuali con le minorenni, più emergono particolari inquietanti. E, soprattutto, nomi di persone che avrebbero incontrato Angela e Mary (nomi di fantasia) dalla scorsa estate a poche settimane fa. E tra questi, spuntano anche i numeri di telefono, e quindi nomi e cognomi, di persone che lavorerebbero in Vaticano. Non si tratterebbe di prelati, ma di civili. Non solo. Nella lista in mano alla procura di Roma, anche dipendenti di grandi compagnie telefoniche. Dopo la Wind, ecco anche la Tim: le aziende, comunque, sono totalmente estranee all’inchiesta. Le indagini sul giro di prostituzione minorile nella Roma bene non è ancora arrivata all’epilogo, tanto che non si escludono altri sviluppi nei prossimi giorni, che potrebbero arrivare, appunto, dopo l’esame degli accertamenti informatici e dopo il confronto tra i vari testimoni e indagati ascoltati. Un lungo lavoro investigativo che sta facendo venire alla luce come le due minori incontrassero nell’appartamento ai Parioli i clienti, che a volte partivano anche da altre regioni d’Italia per avere con loro rapporti sessuali. Alcuni pagavano coscienti di avere di fronte delle minorenni, altri, invece, una volta entrati nella casa a luci rosse, capivano che erano ragazzine sotto i 18 anni e hanno deciso di chiudersi la porta alle spalle senza alcun rapporto sessuale. Indagando sul sesso, comunque, la procura è arrivata anche a scoprire un giro di droga, soprattuto cocaina, che veniva consegnata alle ragazze a volte come corrispettivo della cifra richiesta per il rapporto sessuale, altre invece perché le minori la usavano il sabato sera in alcuni locali dell’Eur. Una delle due liceali, che è seguita da un’assistente sociale dei minori, ha più volte avuto atteggiamenti violenti in famiglia, insultando la madre e a volte anche rubando oggetti di valore in casa. Un comportamento che ha portato il Tribunale dei minorenni ad aprire quest’anno un fascicolo processuale in seguito alle segnalazioni che hanno presentato i parenti spaventati e preoccupati per l’atteggiamento aggressivo della ragazzina. «In occasione di un rientro a casa in tarda ora e dopo un giorno di assenza ai miei richiami - ha raccontato agli investigatori la madre della minore - mi si è avventata addosso tentando di strangolarmi. Sono riuscita a divincolarmi solamente grazie all’intervento di mio marito che è riuscito a chiamare le forze dell’ordine, che provvedevano a riaffidare la minore alla sottoscritta. Chiedo un intervento da parte delle autorità competenti nei confronti di mia figlia affinché non possa recare ulteriore danno a se stessa e ai suoi familiari e non continui nella sua condotta sregolata». Le due baby squillo, per riuscire a tenere i contatti con i clienti e con i «protettori», andavano in giro con tre cellulari, proprio per essere sempre raggiungibili e per non usare il telefonino del quale avevano il numero amici e parenti. Schede telefoniche che servivano esclusivamente per prendere appuntamento con il cliente e per tenere contatti con chi gli mandava ai Parioli coloro che erano in cerca di un rapporto sessuale con una minore. Alcuni sono stati già identificati, ma il lavoro degli inquirenti non è ancora terminato, tanto che hanno disposto anche consulenze tecniche proprio per estrarre dagli apparecchi elettronici in uso alle ragazzine tutti i dati possibili utili alle indagini.
Baby squillo, tra i clienti dipendenti del Vaticano
Dall’esame dei numeri di cellulare delle due liceali, anche impiegati di compagnie telefoniche
