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Paolini si difende: «È solo amore»

Dal carcere: «Siamo fidanzati. Non c’e alcuna prostituzione»

Nessuno sfruttamento della prostituzione e nessuna pedopornografia: solo amore. A qualche giorno dal suo arresto Gabriele Paolini, il disturbatore televisivo, parla dal carcere di Regina Coeli attraverso i suoi avvocati, Lorenzo La Marca e Massimiliano Kornmuller, e respinge le accuse che gli sono state mosse. Anzi rilancia, parlando di una storia d’amore e di un rapporto quasi consolidato con uno dei due minorenni italiani di 17 anni individuati dai carabinieri nei video sequestrati. «Ci amiamo. Stiamo insieme da otto mesi alla luce del sole - ha detto il 39enne - Siamo andati anche insieme alla piscina del Circolo ufficiali dell’esercito. Il nostro è amore. Ho anche conosciuto sua madre e lui i miei genitori. Nessuno sfruttamento della prostituzione». Nulla di scabroso o illegale, dunque, ma solo un rapporto tra persone consenzienti. Secondo l’avvocato La Marca, poi, Paolini «da un certo punto di vista è sereno, perché è cosciente di non aver commesso niente di grave in quanto la relazione era pubblica». In merito all’altro minorenne, invece, il «disturbatore» dice di averlo incontrato per caso in strada. Il 17enne gli avrebbe chiesto un autografo e da lì sarebbe nata l’amicizia. Questo ragazzo, in seguito, gli avrebbe presentato il presunto fidanzato e anche il terzo minore coinvolto nella vicenda. Nulla di male, dunque, neanche nei video hard. «Se la relazione fosse stata segreta - ha spiegato ancora il legale - il mio assistito non avrebbe portato i video a sviluppare. Qui si vede la buona fede. Quello era tutto materiale ad uso esclusivamente privato che (Paolini, ndr) non ha mai venduto e mai lo avrebbe fatto». Anche sulla storia del denaro offerto come ricompensa dopo gli incontri, il penalista ha chiarito: «Non ha mai pagato i due minorenni per avere rapporti sessuali. Anzi, proprio il fidanzato gli avrebbe offerto, scherzosamente, del danaro per fare sesso». Anche «quella del tassametro è solo una battuta - ha ripreso il legale - Comunque con l’altro ragazzo non ha mai avuto alcun momento di intimità, ma solo con il suo fidanzato. Consensualmente hanno avuto rapporti, hanno fatto l'amore, filmando anche alcuni dei loro incontri. Quei video erano per uso personale e non sono mai stati messi in commercio, né vi era tale intenzione. In un filmato c'è anche una reciproca dichiarazione d’amore». Paolini, sempre secondo l’avvocato, «è dispiaciuto per l’attacco mediatico che ha subito ma è convinto tutto si chiarirà perché è innocente». In tutta questa storia, poi, l’ulteriore aspetto da analizzare, secondo l’avvocato, è «l’atteggiamento omofobico nei suoi confronti. In molti non vedono l’ora di inchiodarlo proprio per le vicende legate alle sue apparizioni televisive». Al momento, però, le indagini sul conto di Paolini proseguono. Video e foto sequestrati sono al vaglio degli investigatori. Una quantità enorme di dati che gli inquirenti stanno analizzando per capire se abbia avuto rapporti con altri minori oltre ai tre già individuati. All’esame degli investigatori, dunque, ci sono pc e supporti digitali sequestrati al 39enne che, secondo quanto accertato, usava filmare e registrare tutte le comunicazioni che aveva anche con estranei. Gli incontri di Paolini con i minori, infatti, non sarebbero casuali. Ne è convinto lo stesso gip, Alessandra Tudino, che nell’ordinanza di custodia cautela scrive come gli «episodi non appaiono occasionali». Secondo gli inquirenti, dunque, il modus operandi del «disturbatore» non è circoscritto solo a pochi mesi. In passato, infatti, prima di incontrare i due 17enni Paolini potrebbe aver avuto rapporti con altri ragazzi. E forse, proprio in quei video e in tutto il materiale in possesso degli investigatori, si potrebbe nascondere la chiave per fare luce su questa vicenda. Dai filmati, quindi, gli investigatori sperano di riconoscere altri volti e altri minorenni coinvolti, così come è accaduto per i tre ragazzi già individuati. Intanto per Paolini oggi sarà il giorno dell’interrogatorio di garanzia che si terrà nel carcere di Regina Coeli, dove il 39enne è recluso da domenica sera, davanti proprio al gip Tudino.

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