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Il congedo di Bertone: «I pensieri del Papa non cessano di stupirmi»

Andrea Acalia.acali@iltempo.it Un congedo in stile diplomatico, durante il quale ha ammesso di aver vissuto «un settennato ricco e travagliato». Ma non ha mancato di togliersi qualche sassolino...

Un congedo in stile diplomatico, durante il quale ha ammesso di aver vissuto «un settennato ricco e travagliato». Ma non ha mancato di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ieri nell’aula nuova del Sinodo è stato presentato il libro del cardinale Segretario di Stato emerito, Tarcisio Bertone. Il volume «La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato», edito dalla Lev, raccoglie 43 interventi del cardinale, suddivisi in 7 parti, oltre a due appendici, una con alcuni messaggi inviati a nome del Papa dal Segretario di Stato, l’altra con alcuni scritti del professor Bertone, precedenti il suo ministero episcopale. Il libro, presentato da mons. Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, da Hans-Gert Pöttering, già presidente del Parlamento Europeo, e dal prof. Vincenzo Buonomo, curatore della pubblicazione, si apre con la prefazione firmata dal Pontefice. «Quando gli ho portato le bozze - ha raccontato lo stesso cardinale - il S. Padre mi ha detto "Se lei è contento, la prefazione la faccio io, me le lasci". E in una successiva udienza mi ha consegnato la prefazione con alcuni pensieri che offrono spunti di riflessione che non cessano di stupirmi». Il cardinale, citando le parole di Francesco, ha fatto riferimento a quella «utopia del bene» che è il «compito di ricostruzione» che la diplomazia, «di fronte a questa globalizzazione negativa che è paralizzante», è chiamata a intraprendere. Un autentico omaggio del Papa che il cardinale ha messo «in cima alla lista dei ringraziamenti». Bertone ha rivendicato di aver svolto il suo ruolo fino in fondo: «La funzione di Segretario di Stato, erede di una antica e peculiare tradizione, diventata dopo il Concilio Vaticano II tanto diversa e lontana dalla cosiddetta "monarchia papale", è quella di essere collaboratore, consigliere e strumento fedele di una missione che viene dall'alto e che si incarna nella variegata e originale personalità dei distinti Successori di Pietro». Poi ha rivolto «un sincero augurio» al suo successore, mons. Parolin, che arriverà sabato a Roma dopo la convalescenza. Dunque, non parteciperà alla visita ufficiale di domani di Papa Francesco al Quirinale. Il card. Bertone ha anche sottolineato come, a distanza di tempo, sia stato «riconosciuto il valore dei viaggi su mandato del Papa», che, soprattutto all’inizio del suo servizio come Segretario, sollevarono non poche riserve e ha poi ricordato alcuni momenti particolarmente toccanti, per vari motivi, vissuti in Italia: il 140° anniversario di Roma Capitale a Porta Pia, i 150 dell’Unità d’Italia al Quirinale e infine lo «spazio sacro a L’Aquila con la lunga fila di semplici bare delle vittime del terremoto».

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