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I clienti erano ossessionati dal sesso con le minori

Ivan CimmarustiI clienti erano ossessionati dalle baby-squillo dei Parioli. E c’era chi, assentandosi dal lavoro, «andava» prima con l’una e poi con l’altra, ma solo dopo una conferma: «E fai tutto...

I clienti erano ossessionati dalle baby-squillo dei Parioli. E c’era chi, assentandosi dal lavoro, «andava» prima con l’una e poi con l’altra, ma solo dopo una conferma: «E fai tutto come ha fatto lei?». Oppure c’era chi, non trovando foto sull’annuncio pubblicato online, chiedeva: «Sei studentessa?». L’incartamento giudiziario della Procura della Repubblica di Roma sul supposto sfruttamento della prostituzione di due minori di 15 e 14 anni, continua a svelare nuovi e più terrificanti spaccati. Perché tra le incessanti telefonate che le due liceali ricevono dai clienti, emerge tutta la drammaticità di questa storia: le fantasie erotiche di uomini, intercettate sulla rete internet dai due «papponi» Nunzio Pizzacalla e Mirko Ieni. Entrambi, in momenti diversi, avrebbero sfruttato la giovane età delle due liceali per diversificare il business: non solo prostitute maggiorenni ma anche minorenni. Un controllo totale delle ragazzine, al punto da deviarne il comportamento e indurle a fare uso di cocaina. Così, leggendo l’informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo, al comando del colonnello Lorenzo Sabatino, si scopre che F.F. è un cliente che proprio non riesce a fare meno di incontrare le due baby-squillo. Il suo nome compare nel registro degli indagati, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile. Nell’arco di un solo giorno, come annotano gli investigatori, «si è incontrato prima con» la 15enne «e, dopo qualche ora, con» la 14enne. «Chi è Aurora (soprannome della più grandicella, ndr)...tu chi sei scusa?». «Azzurra», risponde la più piccola. «Ah, ciao Azzurra – dice F.F. – senti, e…ma ci state tutte e due o ci stai solo te ora». «No, adesso ci sto solo io…fino alle sei…sette». «E te quanto ti prendi?», afferma l’uomo. «Lo stesso di Aurora». «E fai tutto come ha fatto lei?», chiede bramoso l’indagato. «Si si», spiega la baby-squillo. «E…come…e diciamo come sei fisicamente te? Posso saperlo?». «Quinta di seno, bionda, occhi azzurri». «Senti – conclude F.F. – io non appena c’ho dieci minuti mi assento qua a lavoro e vengo direttamente». Tra i clienti delle due ragazzine, poi, c’è G.S, anche lui iscritto nel registro degli indagati per il medesimo reato. G. è un uomo che usa internet, e navigando scopre l’annuncio delle due liceali su Bakecaincontri, un portale online. «Avevo letto l’annuncio», dice alla 15enne per telefono. «Si, mi puoi raggiungere adesso?». «Ok – dice l’uomo – io sto con la Tmax (una moto, ndr) ce posso mette pure n’attimo (…) ma non ce so foto…tu…». «Alta, mora, tettona», interviene la ragazza intuendo la domanda. «Sei studentessa?», «si», risponde ancora. Così, G. comincia a contrattare: sesso orale, completo, con uso di contraccettivi o senza. Tutte richieste alla quali la piccola prostituta – deviata dai «papponi» – sembra rispondere con estrema professionalità. «Centoventi orale scoperto – dice la ragazza – centocinquanta tutto (...) rapporto completo senza lato “B“». «Coperto - afferma l’uomo, riferendosi all’uso di contraccettivi - il rapporto? Scoperto quanto vuoi?». «Niente, non lo faccio», spiega la 15enne. «Ok – dice G., sempre più convito – quindi centoventi scoperto l’orale (...) centocinquanta tutto (…) via dei Parioli…penso di arrivà in venti minuti». L’inchiesta, dunque, ha svelato quanto fosse collaudato il «sistema prostituzione» messo su. «Gli approfondimento investigativi – annotano negli atti i militari dell’Arma – hanno permesso di acquisire plurimi elementi dai quali è emersa un’attività di prostituzione minorile (...) attivata e sfruttata da alcuni soggetti maggiorenni tra i quali figurano Pizzacalla e Ieni». Così, è emerso lo sfruttamento delle due baby-squillo, oltre «alla produzione di materiale pedopornografico ritraente le stesse minori».

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