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«Non bastano 15 euro per fare sesso? Allora facciamo 30, massimo 45...»

Sesso, soldi e droga. È il vortice in cui Gabriele Paolini, arrestato ieri sera a Roma, trascinava adolescenti che, dietro pagamento, accettavano di avere rapporti intimi con il noto disturbatore...

Sesso, soldi e droga. È il vortice in cui Gabriele Paolini, arrestato ieri sera a Roma, trascinava adolescenti che, dietro pagamento, accettavano di avere rapporti intimi con il noto disturbatore televisivo. Al momento sarebbero tre i minori individuati dagli investigatori, tutti residenti a Roma, che venivano usati dal 39enne per avere rapporti sessuali, che lo stesso documentava con foto e video. Non sono ancora chiare le modalità di adescamento dei minori che forse avveniva in rete o tramite conoscenze. Quella che è certa, però, è la tendenza pedofila di Paolini incastrato proprio da alcuni video da lui stesso girati. In alcuni di questi, inoltre, emergerebbe una sorta di trattativa sulle cifre da pagare a fronte del rapporto. Un vero e proprio mercato del sesso che non raggiungeva grandi cifre. Il compenso, infatti, veniva pattuito di volta in volta, a seconda delle richieste dei minori. In uno degli incontri registrati, infatti, la cifra inizialmente pattuita era probabilmente di 15 euro. Ma il 39enne, ad un certo punto dell’incontro, era anche disposto a pagare più del doppio pur di trattenere la sua vittima. «Quindici euro vuoi? - chiede - Ok». Il giovane, però, dopo un po’ si ritrae. Allora Paolini, nel timore che potesse tirarsi indietro definitivamente, aumenta la cifra della prestazione. «Abbiamo fatto trenta, girati un attimo», dice. All’ennesimo rifiuto del minore insiste. Ma il giovane non vuole più saperne. Contemporaneamente però rilancia, chiedendo ed ottenendo, 45 euro per rimanere. Una trattativa gestita al momento, dunque, in base alle circostanze o al tempo a disposizione. In un altro video infatti, sempre lo stesso ragazzo, durante l’atto sessuale fa notare che il tempo a disposizione è scaduto e Paolini, pur di continuare, offre altri 30 euro. Nell’ordinanza di custodia cautelare, infatti, il gip Alessandra Tudino, scrive: «Appare all’evidenza come siano proprio le offerte di denaro, iniziali e progressivamente proposte a rialzo, a vincere la resistenza delle parti offese, con ciò configurandosi una specifica modalità induttiva, idonea a condizionare la capacità di autodeterminazione delle vittime». Una vera e propria induzione alla prostituzione minorile, dunque, che aveva come obiettivo giovanissimi ragazzi allettati, probabilmente, dal guadagno facile. In tutto questo vortice di follia, però, non poteva mancare la droga. Sempre nei video sequestrati, infatti, Paolini è in compagnia di uno dei minori e, probabilmente prima del rapporto sessuale, fanno uso di sostanze stupefacenti. «Poi Angelo ce n’ha sette?», chiede il 39enne. «Di grammi», risponde il ragazzo. E ancora Paolini: «Quindi ne prendiamo un po’ di più?». «Ehh!", aggiunge il giovane. Ad aggravare la posizione del «disturbatore» proprio quei video e quelle foto che, secondo gli inquirenti, potevano avere un mercato a parte. Nel negozio di Rimini, da dove è partita l’indagine, i carabinieri hanno sequestrato 72 fotografie. Successivamente, il gestore del negozio di Roma da cui partivano le richieste di stampa e masterizzazione ha consegnato agli investigatori 94 scatti e 16 video che riprendevano Paolini in atti sessuali con diversi giovani in età adolescenziale, tra cui i tre che sono stati identificati. Resta da capire adesso quanti altri giovani sono finiti nella rete del «disturbatore» e soprattutto che fine hanno fatto eventuali video e fotografie in possesso di Paolini.

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