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Torino, parla uno dei fermati: il festino a base di droga poi l’omicidio. Cosa sappiamo

Il delitto di Fabio Colapietro ucciso e fatto a pezzi nella casa di Nicole Formichetti, insegnante

Un festino a base di droga e alcol durato giorni: mdphp, crack, Lsd, funghi allucinogeni, cannabis. È questo il contesto nel quale è maturato l’omicidio di Fabio Colapietro, 39 anni, ucciso, fatto a pezzi nascosti in sacchi neri dell’immondizia e dentro secchi pieni di cemento.

A Torino, nel carcere Lorusso-Cutugno, i tre fermati - Matheus De Oliveira Morando, Nicole Formichetti e Keith Butig - hanno sostenuto l’interrogatorio davanti al gip per l’udienza di convalida, di cui si attende l’esito. Morando, 26 anni, assistito dall’avvocato Wilmer Perga, ha “ammesso” quanto accaduto nell’appartamento di via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria, “ma è confuso e certamente non può aver fatto tutto da solo”.

“Non ricorda bene come, ma sono andati fuori, hanno comprato i teli, il cemento, avevano l’intenzione poi di buttare i pezzi in un fiume”, ha fatto sapere Perga dopo l’udienza di convalida. Morando “ha detto che c’è stata una colluttazione a un certo punto, perché credeva o gli avevano detto che il 39enne lo avesse derubato”.

“Mi ha indicato tutte le sostanze stupefacenti che ha assunto, mdphp, crack, lsd, funghi allucinogeni, cannabis, super alcolici, questo per due notti”, ha aggiunto, facendo sapere che Morando, unico al momento a essere accusato di omicidio, “era in cura anche al Centro di salute mentale, una persona borderline oltre che dipendente da droghe pesanti - ha affermato - Non sta mangiando e ha paura, vorrebbe andare in una struttura in cui possano curarlo. Parlerò con la dottoressa e la psicologa che lo assistono al Sert per veder se i problemi che possano incidere” su quanto accaduto all’interno della casa.La professoressa Nicole Formichetti, accusata di favoreggiamento e soppressione di cadavere, non ha risposto al gip “non per cattiva volontà, ma perché non era in grado di farlo”, spiega l’avvocato Alessandro Bellina che difende la donna assieme alla collega Chiara Romano. “Valuteremo con l’ufficio della Procura di fare un interrogatorio quando sarà in grado di poterlo fare”, ha sottolineato l’avvocata Romano.

Keith Butig, la donna trans di 22 anni, anche lei fermata con l’accusa di favoreggiamento e occultamento di cadavere, ha spiegato di “non aver partecipato, era consapevole di quello che stava accadendo, ma non ha partecipato”. “Ha riferito di aver comprato i sacchi neri, ma questa era l’unica partecipazione attiva - ha affermato l’avvocato Francesco Rotella. “Ha confessato di essere stata là, di aver partecipato al festino, ma non alle fasi successive”. Dell’omicidio “non ha capito cosa stesse accadendo e la stessa cosa vale per le fasi successive perché era in crisi e si è chiusa in camera. Adesso è provata, la sua condizione è fragile”.

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