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Madoff del Pantheon truffa da 5 milioni

Promotore finanziario romano raggira decine di clienti vip

Per farli diventare suoi clienti cercava di conquistarli come amici, a suon di regali, cene e inviti. Una volta guadagnata la loro fiducia, riusciva a ottenere anche tutti i loro risparmi. Sono circa una ventina i romani caduti nella rete di quello che potremmo chiamare il «Madoff del Pantheon». Il meccanismo messo in atto da Carlo Eletti, un giovane promotore finanziario che collaborava con diverse banche e aveva il suo studio privato a pochi passi dal tempio di Adriano, ricorda infatti quello di Gianfranco Lande. Condannato il 28 giugno 2012 dal Tribunale penale di Roma a 9 anni di reclusione per una truffa da 300 milioni di euro ai danni di 1.700 investitori (tra cui vip e professionisti), Lande si era guadagnato il soprannome di «Madoff dei Parioli». Nel caso di Eletti la somma che sarebbe stata sottratta ai risparmiatori, tutti appartenenti alla media borghesia, si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Al momento il promotore finanziario, 48 anni non ancora compiuti, risulta iscritto nel registro degli indagati per truffa. Trattandosi di un reato con pena inferiore ai 3 anni, la procura di Roma non ha potuto chiedere misure cautelari nei suoi confronti. Intanto, però, gli investitori ne hanno perso le tracce. Lo studio in via dei Giustiniani 23, nei pressi della Rotonda, è stato chiuso lo scorso maggio e l’appartamento di via dei Pettinari, dove risiedeva con la terza moglie e i quattro figli, è disabitato. Alcuni hanno saputo che si è rifugiato nella sua casa di Sant’Angelo Romano, in Sabina. Altri sono convinti che sia volato in Sudafrica, dove sembra abbia fatto degli investimenti. Il «Madoff del Pantheon» ha in comune con quello più noto di New York, Bernard Madoff , non soltanto il luogo di nascita (gli Stati Uniti), ma l’aver utilizzato - sostengono le vittime - lo «schema di Ponzi». Questa tecnica permette a chi comincia la catena di ottenere alti guadagni a breve termine, richiede il continuo afflusso di investitori, per poi concludersi con perdite per la maggior parte dei partecipanti. E così, tra la fine del 2008 e la fine del 2009, Eletti propone ai suoi clienti di rilevare la polizza assicurativa che un ente ospedaliero aveva deciso di riscattare. L’operazione «ex Hospedale» avrebbe consentito di riscuotere il bonus alla scadenza della polizza, con un rendimento (certo) dell’8% all’anno. Eletti chiede però gli investitori di mantenere il «segreto»: per ottenere i migliori risultati e perché la funzione di promotore finanziario gli impedisce di eseguire una simile raccolta di fondi. Come prevede lo «schema di Ponzi», a ogni cliente aveva indicato in realtà una scadenza diversa. E arrivata quella data, trovava delle scuse per prorogare il rimborso delle somme versate: su per giù 200 mila euro a testa, ad eccezione di un avvocato che gli aveva affidato un milione e mezzo di euro. Di fronte alle minacce di denunciarlo all’autorità giudiziaria, Eletti ha confessato ai risparmiatori che l’operazione «ex Hospedale» era un’invenzione. I fondi raccolti li aveva utilizzati - a suo dire - per mantenere la famiglia, per corrispondere gli interessi a chi gli aveva affidato i propri soldi e per pagare le persone che gli avrebbero fatto vincere un bando comunale per la costruzione di un albergo su un terreno agricolo a Valmontone, nei pressi del parco di divertimenti Rainbow Magicland, ricevuto in eredità dal padre. Quello stesso terreno lo scorso 18 luglio è stato sottoposto a sequestro conservativo dal Tribunale civile di Roma. Una delle sue ex clienti ha anche citato in giudizio Eletti e due delle banche presso le quali aveva lavorato (MB e San Paolo Invest), chiedendo la restituzione dei 118.800 euro investiti, più la liquidazione di 25 mila euro per i danni subiti. La prima udienza si terrà il mese prossimo. Intanto, sul piano penale, le indagini sul «Madoff del Pantheon» condotte dal nucleo di polizia tributaria della Finanza sono concluse e a breve verranno consegnate al pubblico ministero.

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