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Ogni corteo è un salasso Ci costa un milione di euro

Le spese per polizia, vigili e pulizie in conto ai romani I commercianti: a fine anno perdite per mezzo miliardo

Le manifestazioni che «occupano» Roma per buona parte dell’anno sono un salasso per la città. Ogni corteo di grandi dimensioni o che diventa teatro di scontri costa al contribuente più di un milione di euro. Gli eventi di questo tipo sono in media una trentina l’anno e penalizzano romani, pendolari e commercianti. E questi ultimi denunciano mancati incassi per 450 milioni di euro ogni anno. LE FORZE DELL’ORDINE I dati del Sap, Sindacato autonomo di polizia, forniscono la dimensione del fenomeno. Gli oltre 4mila uomini schierati per il corteo «per la casa» di giovedì - per gli scontri risultano indagati 20 manifestanti - hanno difeso la città da danni peggiori ma rappresentano comunque un costo di circa 600mila euro. Cifra ragguardevole nonostante l’indennità per l’ordine pubblico sia di soli 13 euro al giorno - 26 per chi opera opera fuori sede - e la cifra a disposizione per il pasto non arrivi ai 5 euro. In campo non solo uomini ma anche mezzi: almeno 500 quelli delle forze di polizia, ognuno dei quali costa 100 euro al giorno tra benzina e pedaggi. Altri 50mila euro, cifra che secondo il sindacato sarebbe destinata a raddoppiare per riparare i blindati danneggiati. Il prezzo, poi, per tenere d’occhio i manifestanti con quattro elicotteri in volo per tutto il giorno, come durante la manifestazione del 19 ottobre, è di almeno 100mila euro. Ad aggiungersi alla lista i costi non preventivabili come quelli per le spese mediche, i giorni di malattia e le cause di servizio. Alla fine dei giochi un giorno di ordine pubblico per un grande corteo costa allo Stato non meno di 800mila euro. Per Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, si tratta di «spese gravose ma necessarie. Anzi, sempre più spesso le risorse sono insufficienti perché i poliziotti, che rischiano la vita in strada, sono in arretrato con indennità e straordinari». LA POLIZIA MUNICIPALE In strada, spesso fianco a fianco con poliziotti e carabinieri, ci sono anche i vigili. «In un corteo come quello di venerdì vengono schierati circa 150-200 agenti del I Gruppo e 100-150 delle altre unità operative», commenta Stefano Lulli, segretario romano dell’Ospol. E se dal lunedì al venerdì gli agenti vengono semplicemente «dirottati» in centro, per gli eventi del fine settimana bisogna pagare gli straordinari, che per gli agenti stimati dall’Ospol si attesta intorno ai 60mila euro al giorno. AMA E COMUNE Facendo una media tra i dati di Questura e Prefettura dal 2009 a oggi, ci sono circa 30 grandi cortei l’anno nella Capitale. Senza considerare le centinaia di presidi, flash mob e sit-in che costellano il centro per tutto l’anno. L’Ama per le pulizie straordinarie prevede ogni anno circa 3,5 milioni di euro. E lista non finisce qui. L’ex sindaco Alemanno nel 2010 faceva i conti: per un corteo di oltre 100mila persone il Comune spendeva 40mila euro per i vigili, 65mila per le pulizie, 50mila per i servizi sanitari, altrettanti per la Protezione civile e 10mila per transenne e deviazioni. Totale: 215mila euro. Sommando gli 800mila euro stimati per l’ordine pubblico, per il singolo corteo si sfonda quota un milione di euro. I COMMERCIANTI Le manifestazioni pesano su commercianti ed esercenti della Capitale per 450 milioni di euro l’anno di mancato incasso, ai quali va aggiunto il costo dei danni vandalici come vetrine rotte e scritte sulle saracinesche, stimato intorno al milione di euro. Confcommercio, Confesercenti e Associazione Bar e Gelaterie di Roma calcolano che per ogni grosso corteo che si tiene di sabato o in un giorno prefestivo - ne hanno contati un centinaio, lo scorso anno - i commercianti del settore abbigliamento e accessori perdano due milioni di euro di incasso mentre i proprietari di bar e ristoranti, che sono circa 2.500 nel centro storico, 2,5 milioni. «Quando c’è un corteo - spiega Valter Giammaria, presidente di Confesercenti Roma - il problema non è soltanto per i negozi che insistono sui percorsi ma per tutta la città. La gente, infatti, non è invogliata a fare shopping per il timore di subire disagi».

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