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Arte religiosa, l’asso della Calabria

dall'inviatoAndrea Acali PAOLA Destagionalizzare il flusso; riqualificare la ricettività; ampliare l'offerta; incentivare la mobilità. Sono gli obiettivi che la Calabria si pone per rilanciare il...

PAOLA Destagionalizzare il flusso; riqualificare la ricettività; ampliare l'offerta; incentivare la mobilità. Sono gli obiettivi che la Calabria si pone per rilanciare il settore turistico e creare nuove opportunità lavorative. Se ne è discusso nei giorni scorsi alla Borsa del turismo religioso e delle aree protette «Aurea» che ha visto 54 buyer di tutto il mondo riuniti a Paola per «intercettare» l'offerta turistica di una delle regioni più belle d'Italia dal punto di vista storico e paesaggistico ma ancora drammaticamente indietro in un settore che potrebbe rappresentare al contrario la carta vincente per la sua crescita. La regione ha una disponibilità di 200.000 posti letto. Come ha spiegato il direttore generale del dipartimento Turismo della Regione, Pasquale Anastasi, è in via di pubblicazione un bando per fondi europei «che mette a disposizione 50 milioni mentre altrettanti saranno investiti da privati per riqualificare alberghi di livello elevato, 4 o 5 stelle». L'altra leva su cui spinge la Regione è quella della mobilità. La giunta ha approvato uno stanziamento di 20 milioni per le società che gestiscono gli aeroporti calabresi, allo scopo di attrarre più turisti dall'estero, e c'è un incentivo con l'abbattimento dei costi del 25% per i trasporti interni di gruppi di almeno 25 persone che soggiornino 6 notti. Ma la vera sfida è la destagionalizzazione perché l'89% dei turisti arriva in Calabria nei mesi di luglio e agosto. Assume così un ruolo decisivo il turismo religioso, che nel mondo, su 1 miliardo di viaggiatori, ne muove 330.000.000; 40 milioni di loro scelgono l'Italia come meta. Il santuario di S. Francesco di Paola, che ha ospitato la Borsa «Aurea», viene visitato ogni anno da circa 300.000 pellegrini. E non è l'unico sito di interesse della regione. Dall'abbazia florense di S. Giovanni in Fiore, esempio unico di architettura cistercense, alla suggestiva chiesetta di Piedigrotta, scavata nella tenera roccia ai piedi di Pizzo Calabro come voto di marinai napoletani scampati a un naufragio; dalla Cattolica di Stilo, autentico gioiello bizantino, alla chiesa degli Ottimati di Reggio che unisce lo stile bizantino a quello normanno. Sono davvero tanti gli scrigni d'arte che offre la regione, spesso poco conosciuti e ancor meno valorizzati. Qui si gioca la partita fondamentale. Come ha evidenziato don Salvatore Fratellanza, direttore dell'ufficio per la pastorale del tempo libero della Conferenza episcopale italiana, «il pellegrino è diverso dal turista religioso. Il primo giunge a una meta perché attraverso quell'incontro vuole rinnovare la vita; il turista, invece, è attirato da altro». Dunque bisogna offrirgli pacchetti alternativi al «mordi e fuggi». La Calabria, con le sue bellezze naturali e i prodotti tipici, ha le carte in regola per vincere questa sfida.

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