Mentre si interroga sul futuro della famiglia, la Chiesa celebra le ricorrenze legate alla solennità di Ognissanti e al ricordo dei fedeli defunti. Papa Francesco non perde certo tempo. Di ritorno dalla Gmg di Rio aveva lasciato capire che aveva intenzione di convocare un Sinodo sui temi della famiglia; dopo la prima riunione del consiglio dei cardinali la decisione è stata ufficializzata lo scorso 8 ottobre e la macchina del Sinodo, anche alla luce dei tempi stretti (ottobre del prossimo anno), si è messa subito in moto. Nei giorni scorsi, infatti, è stato inviato alle Conferenze episcopali di tutto il mondo il documento preparatorio con un questionario di 39 domande su temi delicati, dalle convivenze alle unioni omosessuali, dall’educazione dei figli nelle famiglie con situazioni matrimoniali irregolari alla pastorale per i matrimoni in difficoltà, alla contraccezione. Il segretario del Sinodo, mons. Baldisseri, aveva spiegato nei giorni scorsi sulle colonne dell’Osservatore Romano il senso e la procedura di questa assemblea dei vescovi: «Il Sinodo straordinario è una prima tappa di un percorso che va più in là e che si relaziona al Sinodo ordinario (in programma nel 2015, ndr) come seconda tappa. In questo processo è necessario coinvolgere maggiormente la base, come le parrocchie, le diocesi, non solo nella preparazione, ma anche nello svolgimento e nell’esecuzione». Un metodo per molti versi rivoluzionario: il primo appuntamento servirà a «fotografare» la situazione e a raccogliere le proposte dei vescovi; il Sinodo ordinario servirà invece «per cercare le linee operative per la pastorale della persona umana nella famiglia». Le prime otto domande del questionario riguardano la conoscenza dell’insegnamento della Chiesa sul matrimonio, la sua accettazione, la legge naturale sulla famiglia, il suo posto anche nelle istituzioni civili. La terza parte del questionario riguarda la famiglia e l’evangelizzazione. Poi ci sono le questioni più «problematiche» (per le quali si chiede anche di fornire dati statisticamente attendibili), a cominciare dalle situazioni matrimoniali difficili: convivenze, unioni di fatto, separati e divorziati. Si chiede di conoscere anche l’atteggiamento dei battezzati di fronte a condizioni «irregolari», se ne sono consapevoli, se restano indifferenti, se si sentono emarginati, se chiedono di accedere ai sacramenti (Comunione e confessione), come si affrontano queste situazioni da un punto di vista pastorale. A seguire le domande sulle unioni omosessuali e sull’adozione di bambini da parte di queste coppie. Il sondaggio chiede anche di approfondire la situazione dei bambini nati in situazioni di matrimoni irregolari e come le Chiese particolari approcciano l’educazione cristiana in questi casi. Infine, la questione delicatissima dell’«apertura degli sposi alla vita»: quanto i cristiani conoscono della dottrina della Humanae vitae, quanto è accettata la dottrina morale sessuale, come «promuovere una mentalità maggiormente aperta alla natalità». Le ultime due sezioni del questionario sono legate al rapporto tra famiglia e persona, e affrontano in particolare i temi della fede e della vocazione, e ad eventuali proposte non contenute nel sondaggio. Una consultazione capillare che permetterà di capire come la pensano i cattolici su argomenti che riguardano la vita quotidiana di ogni essere umano e rappresentano una delle grandi sfide della Chiesa del Terzo millennio. Intanto vent’anni dopo Giovanni Paolo II un Pontefice è tornato a celebrare la Messa nel cimitero del Verano. «I Santi non sono superuomini, né sono nati perfetti - ha ricordato il Pontefice all’Angelus - Sono persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze. Ma cosa ha cambiato la loro vita? Quando hanno conosciuto l’amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni e ipocrisie». Il Papa ha poi ricordato che «essere santi non è un privilegio di pochi; tutti noi nel Battesimo abbiamo l’eredità di poter diventare santi. La santità è una vocazione per tutti» e quanti sono già in Paradiso «ci dicono: fidatevi del Signore, perché non delude mai!». Il Papa ha poi chiesto di pregare in particolare per gli immigrati morti nelle ricerca di «una condizione di vita migliore». Concetto ripreso al termine della Messa al Verano, dove ha chiesto orazioni anche «per quelli che si sono salvati e che in questo momento sono in posti di accoglienza, ammucchiati, sperando che si affrettino le pratiche legali, per poter andare in altre parti più comode». Al Verano Francesco ha concelebrato con il cardinale vicario Vallini, l'arcivescovo Iannone, vicegerente della diocesi di Roma, i vescovi ausiliari e il parroco di San Lorenzo fuori le Mura, il cappuccino padre Ambrosi. Migliaia di fedeli lo hanno accolto insieme al sindaco Marino, con cui il Pontefice si è intrattenuto per qualche minuto. «È necessario pensare un po' alla speranza che ci accompagna nella vita - ha detto Francesco - I primi cristiani la dipingevano come un'ancora, come se la vita fosse l’ancora gettata nella riva del Cielo che ti aiuta nella vita. È Dio che ci salva, è Lui che alla fine della nostra vita ci porta per mano come un papà, proprio in quel Cielo dove sono i nostri antenati». «In questo pre-tramonto d’oggi - ha concluso - ognuno di noi può pensare al tramonto della sua vita: “Come sarà il mio tramonto?”. Lo guardo con speranza? Lo guardo con quella gioia di essere accolto dal Signore? Questo è un pensiero cristiano, che ci da pace. Oggi è un giorno di gioia, ma di una gioia serena, tranquilla, della gioia della pace».
Divorziati e gay Chiesa in campo
In vista del Sinodo sulla famiglia questionario a vescovi e parrocchie
