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«Siamo noi gli autori dell’attentato ad Adinolfi»

GENOVA «Gli unici responsabili di quanto avvenuto a Genova il 7 maggio 2012 siamo io e Alfredo». Lo ha scritto Nicola Gai, sotto processo con Alfredo Cospito a Genova con rito direttissimo davanti al...

GENOVA «Gli unici responsabili di quanto avvenuto a Genova il 7 maggio 2012 siamo io e Alfredo». Lo ha scritto Nicola Gai, sotto processo con Alfredo Cospito a Genova con rito direttissimo davanti al gup Annalisa Giacalone per l'attentato all'ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, consegnando il «documento-confessione» al giudice. «Dopo il disastro di Fukushima quando Alfredo mi ha proposto di aiutarlo nella realizzazione dell'azione contro l'ing. Adinolfi ho accettato senza esitazione», spiega Gai, che si schiera contro il «sistema tecno-industriale» e aggiunge: «È sotto gli occhi di chiunque voglia vedere che Finmeccanica, con la sua controllata, continua a produrre armi di distruzione di massa; semplicemente lo fa fuori dei confini italiani, come se le radiazioni rispettassero quelle infami barriere». Gai critica la nomina di Gianni De Gennaro alla guida di Finmeccanica, «vista la sua responsabilità nelle torture di Bolzaneto e nel massacro della Diaz, in quanto capo della polizia, durante il G8 del 2001». Quanto alla mattina dell'attentato, scrive: «Non ci siamo accorti di una telecamerina piazzata dallo zelante padrone di un bar a protezione dei suoi tramezzini». Passarono in via Galata, poi andarono in bus ad Arenzano. Ma furono ripresi. Il secondo errore elencato da Gai è il tempo perso quando Adinolfi ha gridato «Bastardi so chi vi manda». «Ci ha paralizzati - dice Gai - Ne ho tratto la conclusione che avevamo affondato le mani in una montagna di merda». Gai nega di avere sparato (addossando implicitamente l'azione del far fuoco al compagno Cospito). Il pm Silvio Franz ha chiesto 12 anni per Cospito e 10 per Nicola Gai.

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