L’AQUILA Le ha seguite dopo il lavoro, quando hanno lasciato l’azienda agricola di Ortucchio per andare a fare la spesa in un supermercato di Pescina. Ha atteso che uscissero dal negozio e le ha affrontate. Con la pistola in mano. Ha sparato, per ucciderle. le due donne, madre e figlia di 45 e 22 anni sono cadute a terra in un lago di sangue. L’uomo ha ripreso la sua Fiat Punto di colore bianco ed è fuggito. Diversi testimoni hanno assistito, impietriti, al barbaro assassinio. Immediate le ricerche e i posti di blocco in una vasta zona della Marsica. I militari, coordinati dal comandante provinciale colonnello Savino Guarino, dopo aver accertato l’identità delle due vittime, di origine kosovara, sono andati quasi a colpo sicuro. Sospettato di omicidio poco prima delle nove di ieri sera è stato sottoposto a fermo l'ex marito della donna. È stato fermato dai carabinieri davanti alla sua abitazione a Pescina, dove c’era parcheggiata la Fiat, uguale a quella descritta dai testimoni. Nell’auto hanno rinvenuto una pistola. Le perizie dovranno accertare se è quella che ha fatto fuoco contro le due donne. I carabinieri lo hanno portato in caserma per ascoltare la sua versione. Un lungo interrogatorio nel corso della notte. Il pm titolare dell'inchiesta, Maurizio Maria Cerrato ha un punto di partenza. Un episodio che potrebbe aver scatenato la furia omicida dell’uomo. Secondo gli inquirenti alla base del delitto ci sarebbe il rancore nei confronti delle due donne dopo che le stesse avevano presentato una denuncia per violenza sessuale a suo carico. Violenze contro le due figlie, episodi gravi che non hanno impedito al presunto omicida di avere una pistola in tasca, di riuscire ad avvicinare l’ex moglie e una delle figlie, ad ucciderle. Un omicidio che sembra essere la fotocopia di un altro, avvenuto nel mese di gennaio all’Aquila. In quel caso ìprotagonista rìera stato un albanese, lo scenario, anche in quel caso, il parcheggio di un supermercato. Vittima, anche quella volta la ex moglie, uccisa insieme a suo nuovo compagno. Oggi il fermo del kosovaro dovrebbe trasformarsi in arresto. Rimangono domande senza risposta, il cruccio se queste due donne potevano aver esalva la vita dopo la denuncia delle violenze. In paese si erano fatte apprezzare, avevano stretto amicizia. Lo stesso paese ora le piange.
Famiglia freddata davanti al supermarket
Fabio Capollaf.capolla@iltempo.it L’AQUILALe ha seguite dopo il lavoro, quando hanno lasciato l’azienda agricola di Ortucchio per andare a fare la spesa in un supermercato di Pescina. Ha atteso...