Il carro funebre assaltato, manifestazioni neonaziste, una città - Albano - sotto assedio. I funerali all’ex ufficiale nazista Erick Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, porta con sé l’inevitabile strascico di polemiche. Il deputato e segretario regionale del Pd Enrico Gasbarra parla di «pagina surreale» e difende il sindaco di Albano: «Ritengo assurdo che ci si schieri contro il volere di un sindaco, contro il volere, il sentimento di un’intera città. I funerali di Priebke si sono trasformati in una pagina surreale, ma è evidente che contrastare le scelte del sindaco di Albano Laziale è una vera e propria provocazione. Al sindaco Nicola Marini e ai cittadini di Albano va la mia vicinanza». Dura anche la posizione di Sel. Il coordinatore dell’area metropolitana Roma Giancarlo Torricelli considera «grave e inaccettabile un’imposizione come quella dei funerali di Priebke ai danni di una intera comunità. Lo riteniamo offensivo e inaccettabile, specie alla vigilia del 75esimo anniversario della deportazione del Ghetto. I crimini di cui si è macchiato Priebke e la sua manifesta indifferenza perpetrata negli anni sono un’offesa che nessun territorio può sostenere offrendogli funerali e sepoltura». E i deputati vendoliano Ileana Pizzoni e Filiberto Zaratti chiedono le dimissioni del prefetto di Roma Pecoraro per «i gravi disagi e i momenti di tensione vissuti ad Albano» che costituiscono «una ferita che difficilmente si rimarginerà. Il Prefetto Pecoraro invece di garantire l’ordine pubblico ha contribuito, con la decisione di revocare l’ordinanza del Sindaco e autorizzare le esequie, a creare disordine e per questo si deve dimettere. Il Prefetto di Roma si è assunto una grave responsabilità autorizzando i funerali di fronte della contrarietà della popolazione e del sindaco di Albano, città medaglia d’argento al valore della Resistenza. Un oltraggio alla storia, alla memoria, al senso di giustizia e verità. Questi funerali sono una vergogna per l’Italia». Il vicepresidente della Regione Lazio - esponente di Sel - Massimiliano Smeriglio critica però l’accanimento sul cadavere dell’ex Ss: «Io sono cresciuto dentro le Fosse Ardeatine, mio nonno è un martire delle Fosse Ardeatine, era un dirigente del Partito d’Azione, quindi lì non c’è finito per caso. Tuttavia penso che bisogna avere il coraggio di chiudere con umana pietà le vicende. La vicenda in vita di Priebke è quella che mi ha preoccupato e che io ho combattuto aspramente e senza sconti, da Kappler a Priebke. Non mi interessa l'accanimento su un cadavere. Penso che sia un errore che non fa bene neanche a chi ha in testa i valori della Resistenza e della Repubblica Italiana». Ma anche il segretario nazionale di Rifondazione comunista Paolo Ferrero parla di «grave errore del prefetto di revocare l’ordinanza del sindaco di Albano» e invita a riportare la salma in Germania. Per il consigliere regionale del Pd Riccardo Agostini è «inopportuna la decisione del prefetto di permettere lo svolgimento dei funerali ad Albano. La città, i suoi abitanti e la sua amministrazione, così come tutte le altre comunità dei Castelli e del Lazio, aveva tutti i motivi, analoghi a quelli di Roma, per evitare questo disagio. Albano ha avuto le sue vittime tra quelle dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, così come tutte le città dei Castelli. Il sindaco ha più volte negato il suo assenso alla celebrazione di questo funerale, allo stesso modo del sindaco di Roma. Tutti motivi che non ci consentono di cogliere il senso di questa infelice decisione del Prefetto». Intanto, la senatrice del Pd Monica Cirinnà ha depositato in commissione Giustizia un emendamento che introduce al quarto comma dell’articolo 414 del Codice Penale il reato di negazionismo. Il testo è stato approvato all’unanimità dalla commissione. «È una risposta importante a tutte quelle istanze revisioniste, purtroppo presenti in Italia e in Europa, che vogliono distorcere la storia e la memoria. Ha un particolare rilievo il fatto che questo avvenga il giorno prima del triste anniversario dei 70 anni della razzia del ghetto di Roma ad opera dei nazisti - spiega la senatrice eletta a Roma - Il 16 ottobre del ’43 oltre mille romani ebrei vennero deportati verso i campi di concentramento di Auschwitz e Birckenau da dove tornarono soltanto in sette». L’approvazione del decreto, conclude Cirinnà, è «una risposta definitiva anche a quanto contenuto nel testamento di Priebke che negherebbe l’esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento. Un atteggiamento odioso che ora diventa una preciso reato».
Non basta lo scempio La sinistra chiede pure la testa di Pecoraro
Il carro funebre assaltato, manifestazioni neonaziste, una città - Albano - sotto assedio. I funerali all’ex ufficiale nazista Erick Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, porta con sé l’inevitabile...
