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Le bare delle 339 vittime lasciano l’hangar dell’orrore

Le 339 bare dei migranti hanno viaggiato la notte sulla nave militare «Cassiopea» per arrivare a Porto Empedocle (Agrigento). Le vittime sono in continuo aumento. Infatti, il mare continua a...

Le 339 bare dei migranti hanno viaggiato la notte sulla nave militare «Cassiopea» per arrivare a Porto Empedocle (Agrigento). Le vittime sono in continuo aumento. Infatti, il mare continua a restituire corpi. Altri 28 cadaveri sono stati recuperati dai sommozzatori. Altre 28 bare. E siamo, come detto, a 339. Un'orribile conta inarrestabile. La stima riferita da alcuni dei 155 sopravvissuti, parla di 518-545 migranti a bordo del barcone colato a picco a 48 metri di profondità e a un miglio e mezzo dalle coste di Lampedusa lo scorso 3 giugno. Secondo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), invece, sarebbero tra 50 e 70 i dispersi. Ieri il vento da Sud, con forti raffiche di libeccio e scirocco, ha ingrossato il mare nel canale di Sicilia e fatto registrare a Lampedusa un picco termico superiore a 35 gradi. Va da sé l'alta temperatura all'interno dell'hangar del piccolo aeroporto dell'isola, dove bare si aggiungono a bare. I sanitari scongiurano qualsiasi pericolo per la salute dei cittadini. Intanto, la prefettura di Agrigento ha approntato, con propri funzionari, una sorta di 'front office' nella caserma dei carabinieri di Lampedusa per i familiari dei profughi giunti nell'isola delle Pelagie per il riconoscimento delle salme. Papa Francesco, attraverso l'arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, è costantemente aggiornato sull'orrore di Lampedusa. «Per consentire ai migranti di mettersi in contatto con i propri familiari - ha annunciato l'arcivescovo - il Papa ha acquistato delle schede telefoniche da distribuire ai migranti». Il pontefice ha chiesto anche che venga creato, fuori dal Centro di prima accoglienza, uno spazio ludico in cui i minori arrivati sull'isola possano trascorrere alcune momenti di serenità. Dalla collaborazione, tra l'altro, fra Caritas, Save the Children e la parrocchia San Gerlando di Lampedusa, infatti, sta per essere allestita una 'tenda-ludoteca' su un terreno della parrocchia. Atmosfera più distesa, frattanto, si comincia a respirare al centro di prima accoglienza. Centoquaranta immigrati hanno già lasciato Lampedusa. Un primo gruppo di 90 persone sono stati imbarcati sul traghetto per Porto Empedocle. Fra loro anche 39 minori che verranno ospitati nelle comunità messa a disposizione dalla Caritas di Caltagirone. Gli altri 51 migranti resteranno, invece, nella tendostruttura della protezione civile di Porto Empedocle; mentre ulteriori 50 profughi andranno a Gorizia. A questo punti, nella struttura, secondo le ultime cifre, rimangono 514 persone a fronte dei 250 posti disponibili. Frattanto il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, stoppa i funerali di Stato: "E era soltanto una proposta. E' meglio che non si facciano". Anche perché, oramai le salme hanno lasciato l'hangar dell'orrore.

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