Attualità

Il mondo non si sfama senza acqua

D’Ascenzi, vicepresidente Federutility, ammonisce: «Non solo filosofia, ma tubi e pompe per distribuirla»

«Dissetare il mondo», ecco il leitmotiv del festival dell’Acqua, conclusosi ieri al L’Aquila. Un impegno globale, solidale e di responsabilità sociale. È quanto le Nazioni Unite chiedono a tutti i popoli della Terra. «Un’anteprima di quello che avverrà nel 2015»- osserva Mauro D’Ascenzi, il vice-presidente dell’ente organizzatore (Federutility)- «all'Expo 2015 » - prosegue - «il tema di fondo sarà sfamare la Terra, ma non si sfama la Terra senza l’acqua». L’acqua, dunque, come diritto fondamentale dell’umanità: la Commissione ONU per i Diritti Economici, Sociali e Culturali già nel 2002 ha definito il diritto di ogni essere umano ad un accesso sicuro all’acqua per l’utilizzo personale e domestico. Tuttavia, la metà della popolazione mondiale dipende da fonti di acqua non rinnovabili e ogni giorno 5.000 bambini muoiono per malattie causate dall’utilizzo di acqua di scarsa qualità e dalla mancanza di servizi igienico-sanitari appropriati. Il problema si fa scottante e molto concreto. «Il tema dell’Acqua, quello che impatta con le società umane, non è fatto di principi filosofici ma di tubi che raccolgono l’acqua, di pompe che la sollevano e la distribuiscono, dei cambiamenti climatici in corso; è fatto di depuratori, per cui pagheremo non per costruirli ma a causa delle sanzioni europee per non averli fatti, e ancora non li avremo per depurare i reflui e restituire all’ambiente acqua depurata». È il forte appello lanciato del vice presidente di Federutility. «Acqua bene comune, di proprietà incedibile del demanio dello Stato, la cui fruizione tuttavia ha un costo ineludibile. Chiunque lo paghi, al di là di riflessioni astratte. Acqua pubblica non significa gratis» - conclude D’Ascenzi. Numerosi i personaggi della politica italiana intervenuti alla kermesse per portare il loro pensiero e le loro proposte di azione. «Salvaguardia della risorsa anche in funzione dell’uso da parte delle future generazioni, con costi efficienti attraverso la regolazione e la stabilizzazione normativa». Così Claudio De Vincenti, Sottosegretario allo Sviluppo economico, è intervenuto in apertura del Festival. Mentre il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando ha annunciato: «Il prossimo anno vorrei convocare una conferenza nazionale sull’acqua, per rompere luoghi comuni consolidati. Siamo tutti d’accordo nel definire l’acqua bene comune, ma spesso gli strumenti proposti sono contraddittori». Orlando ha anche proposto un tavolo di discussione con i diversi segmenti del settore idrico: «Avvieremo un gruppo di lavoro anche con chi ha alimentato questo dibattito di oggi. Visto che su iniziative parlamentari non si fanno passi avanti, prendo io l’iniziativa come ministero. Le aziende sono un interlocutore naturale per una collaborazione che è partita bene per fare strada insieme. Ringrazio Federutility anche per aver scelto l’Aquila, metafora per una necessaria ripartenza del Paese».

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