Il drammatico naufragio di Lampedusa è ancora ben presente nel cuore di Papa Francesco. Ne aveva parlato ad Assisi e ieri, al termine dell’udienza a piazza San Pietro, sotto una pioggia battente, ha salutato «con speciale affetto» i vescovi «della Chiesa di tradizione alessandrina di Etiopia ed Eritrea, ai quali sono particolarmente vicino nella preghiera e nel dolore per tanti figli della loro terra, che hanno perso la vita nella tragedia di Lampedusa». I vescovi, in mattinata, avevano concelebrato una Messa «per vincere l'indifferenza» nelle Grotte vaticane insieme al cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. «Nell'umile segno del Pane e del Vino il Signore Gesù si consegna a noi per sempre e ci dà la forza di vincere l'indifferenza: uniamo i nostri sforzi cominciando dalla verità profonda di questa preghiera per essere decisi nell'aiuto e pronti per quanto possibile a prevenire le tragedie onde evitare che la notte scenda troppo spesso sugli innocenti e gli indifesi», ha detto il porporato nell'omelia. «Molte di quelle povere vittime - ha aggiunto il cardinale - erano cariche di quella giovanile speranza che la tragedia ha voluto inesorabilmente infrangere». Nella sua catechesi sulla cattolicità della Chiesa, il Papa ha poi spiegato che «non siamo tutti uguali e non dobbiamo essere tutti uguali. Tutti siamo diversi, differenti, ognuno con le proprie qualità. E questo è il bello della Chiesa: ognuno porta il suo, quello che Dio gli ha dato, per arricchire gli altri». La Chiesa, ha aggiunto «è cattolica, perché è la "Casa dell’armonia" dove unità e diversità sanno coniugarsi insieme per essere ricchezza» come in un’orchestra sinfonica. «L’uniformità - ha detto - uccide la vita. La vita della Chiesa è varietà, e quando vogliamo mettere questa uniformità su tutti uccidiamo i doni dello Spirito Santo». Il Papa ha sottolineato ancora che «La Chiesa non è un gruppo di élite, non riguarda solo alcuni. La Chiesa non ha chiusure, è inviata alla totalità delle persone, alla totalità del genere umano». Al termine il Pontefice ha anche salutato la mamma della ginecologa bergamasca uccisa lo scorso 8 settembre mentre prestava soccorso ad una persona aggredita per strada. «Nell'abbraccio del Papa abbiamo riconosciuto la sua carezza di padre al volto di Eleonora», ha detto la madre Mariella Cantamessa. Intanto è in vigore da ieri una nuova legge dello Stato Città del Vaticano che recepisce le norme approvate in luglio e agosto da Papa Francesco circa le funzioni dell'Autorità di Informazione Finanziaria che vigila in particolare su Ior e Apsa.
Il dolore del Papa per le vittime del naufragio
Andrea Acalia.acali@iltempo.it Il drammatico naufragio di Lampedusa è ancora ben presente nel cuore di Papa Francesco. Ne aveva parlato ad Assisi e ieri, al termine dell’udienza a piazza San...