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Da Israele ai blitz in Italia I terroristi indossavano la kefia

Un capitolo inesplorato della storia repubblicana riguarda il terrorismo palestinese degli anni 70 e 80. Tutto ebbe inizio il 23 luglio 68, quando un Boeing della El Al, decollato da Fiumicino, fu...

Un capitolo inesplorato della storia repubblicana riguarda il terrorismo palestinese degli anni 70 e 80. Tutto ebbe inizio il 23 luglio 68, quando un Boeing della El Al, decollato da Fiumicino, fu dirottato su Algeri da 3 membri del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). I terroristi trattennero i passeggeri israeliani chiedendo la liberazione di «patrioti palestinesi prigionieri in Israele». L'azione terminò solo il 1° settembre, quando Israele liberò 15 detenuti. Questo episodio è considerato l'inizio di una nuova forma di «moderno terrorismo internazionale». Con tali azioni i terroristi scoprirono di avere il potere di risvegliare i media. George Habbash, leader dell'Fplp, dichiarò: «Quando dirottiamo un aereo ha più effetto dell'uccisione in battaglia di 100 israeliani. Per decenni l'opinione pubblica mondiale ci ignorava. Almeno ora il mondo parla di noi».

Roma e il suo aeroporto internazionale furono scelti numerose altre volte da commando fedayn come base di partenza dei loro raid. Il 29 agosto 69, due terroristi sequestrano un aereo della Twa facendolo atterrare a Damasco e lì fatto esplodere; due ostaggi furono scambiati dalle autorità siriane con 13 detenuti in Israele.

Il 30 maggio 72, tre membri dell'Armata rossa giapponese, gruppo legato all'Fplp, si imbarcarono su un aereo dell'Air France. All'aeroporto di Lod, a Tel Aviv, cominciarono a sparare e a lanciare bombe. Resteranno uccise 24 persone e due terroristi.

Il 16 agosto 72, due arabi regalarono un mangianastri esplosivo a due ragazze inglesi dirette a Tel Aviv. L'esplosione a bordo dell'aereo non ne causò la caduta. I due terroristi vennero arrestati.

Roma fu teatro anche di omicidi mirati sia di esponenti palestinesi da parte di agenti del Mossad, come lo scrittore Wael Zwaiter, rappresentante di Fatah (16 ottobre 72), sia di israeliani da parte di killer palestinesi come l'impiegato della El Al Vittorio Olivares (27 aprile 73).

Nel 72 un'escalation di attentati a depositi di combustibile in Olanda e Germania, poi a Trieste (4 agosto 72) e stragi come quella alle Olimpiadi di Monaco (5 settembre 72), allarmò il nostro governo che cercò di trovare una soluzione «diplomatica», intavolando accordi segreti con le organizzazioni palestinesi («lodo Moro»).

Fu così che tra maggio 72 e settembre 73 almeno 8 episodi, che avevano portato all'arresto di palestinesi, si risolsero in altrettante liberazioni, ottenute anche col pagamento di cauzioni da parte dei nostri servizi segreti. I due terroristi del mangianastri, ad esempio, verranno liberati il 13 febbraio 73.

In 4 occasioni, a Fiumicino, le forze dell'ordine arrestarono fedayn con valigie di armi e esplosivo. Ogni volta costoro venivano liberati. Il 17 giugno 73, in Piazza Barberini, saltò in aria un'auto. I due arabi a bordo restarono feriti. Anche loro verranno liberati il 13 agosto 73.

Il caso più clamoroso avvenne il 5 settembre 73 con l'arresto di cinque arabi a Ostia. Erano in possesso di missili; due di loro vennero scarcerati in ottobre e condotti in Libia con l'aereo dei servizi «Argo 16», poi precipitato il 23 novembre 73, forse per un sabotaggio del Mossad. Gli altri tre vennero liberati nel marzo ’74 dietro pagamento di una cauzione di 60 milioni di lire. Uno di loro era Amin el Hindi, numero 2 dell'intelligence palestinese ed elemento di raccordo col gruppo Carlos.

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