Oggi sussistono nuove e più favorevoli condizioni per fare luce su uno dei periodi più dolorosi e ancora in parte oscuri della storia dell’Italia repubblicana, quello degli anni di piombo e del caso Moro. Trascorso molto tempo dai fatti, in un mondo non più diviso in blocchi e non più ideologicamente condizionato, la ricerca della verità può essere più libera e, quindi, sono da considerarsi decisamente opportune le due iniziative avviate rispettivamente dalla Camera (Fioroni e Brunetta, primi firmatari) e dal Senato (Compagna e Gotor, primi firmatari), per istituire una nuova Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda Moro e sul terrorismo. Adesso, in prosecuzione del lavoro delle Commissioni che in altre Legislature furono impegnate su quei fatti, si potrà far progredire significativamente le nostre conoscenze su quegli anni: in particolare grazie alle nuove norme sul segreto di Stato, alla possibilità di effettuare inedite ricerche archivistiche attingendo a documenti della Stasi e della Stb (rispettivamente i servizi segreti della Germania dell'Est e della Cecoslovacchia) e alla facoltà di audire importanti personaggi chiave, altrimenti lasciati a isolate iniziative divulgative, come nel caso del recente scoop di Minoli, che per Mix24 ha intervistato Steve Pieczenik, l’esperto americano di terrorismo che Francesco Cossiga inserì nei giorni del sequestro nel comitato di crisi. La materia merita certamente un ulteriore approfondimento in sede politico-parlamentare. Non si comprende, pertanto, il fatto che con il testo della Camera (già incardinato in Commissione affari Costituzionali) si voglia, commettendo anche uno sgarbo istituzionale nei confronti del Senato, una Commissione monocamerale. Come si può pensare di escludere su una materia di tale importanza un ramo del Parlamento? Non si parla di una questione marginale, ma di uno snodo cruciale della nostra storia all’epoca della guerra fredda. Sarebbe auspicabile che qualche deputato in commissione introducesse un emendamento: «la parola "monocamerale" è sostituita dalla parola "bicamerale"». Comunque, i Presidenti di Senato e Camera su una materia così importante dovrebbero parlarsi e assumere un’intesa, ma, forse, anche questa incoerenza, che si registra nell’istituzione di una Commissione su terrorismo e caso Moro, è un altro segnale dell’inadeguatezza del sistema bicamerale.
Commissione d’inchiesta per la verità su Moro
Oggi sussistono nuove e più favorevoli condizioni per fare luce su uno dei periodi più dolorosi e ancora in parte oscuri della storia dell’Italia repubblicana, quello degli anni di piombo e del caso...