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La verità nascosta sulla «pista araba»

Nell’estate 2011 la Procura di Bologna, nell’ambito dell’inchiesta bis sulla strage dell’80, aperta nel 2005, indaga a sorpresa i cittadini tedeschi Thomas Kram e Christa-Margot Fröhlich. L’inchiesta...

Nell’estate 2011 la Procura di Bologna, nell’ambito dell’inchiesta bis sulla strage dell’80, aperta nel 2005, indaga a sorpresa i cittadini tedeschi Thomas Kram e Christa-Margot Fröhlich. L’inchiesta verte sulla cosiddetta «pista palestinese». Nel novembre 1979 erano stati sequestrati a Ortona due missili del Fronte popolare per la liberazione della Palestina e arrestato il responsabile per l’Italia Abu Anzeh Saleh. Le minacce di ritorsione si susseguirono per mesi finché George Habbash prese contatto con Carlos, che eseguiva per conto dell’Fplp le operazioni più pericolose. Kram, membro storico della formazione tedesca di estrema sinistra Cellule rivoluzionarie (Rz), il 1° agosto 1980 si registrò all’hotel Centrale di via della Zecca, a Bologna. La Fröhlich si sospetta fosse nell’hotel Jolly, proprio davanti la stazione, perché riconosciuta da un portiere d’alberto. Kram è l’ultimo cliente di quel venerdì. Sul registro è riportata anche la data della sua partenza: 2 agosto 1980, il giorno della strage. Kram era arrivato in Italia la mattina del 1° in treno. Aveva con sé un biglietto Karlsruhe-Milano. A Chiasso fu fermato dalla polizia di frontiera, che lo identificò e perquisì. Tra il settembre 1979 e il marzo 1980 aveva seguito due corsi di italiano all’Università di Perugia. Kram non era solo un teorico delle Rz: «Dispone anche di conoscenze pratiche. Ha dimestichezza con le armi. È uno specialista nella falsificazione dei passaporti. Non ha difficoltà a preparare cariche esplosive e detonatori a tempo», recita il mandato di cattura emesso dai giudici tedeschi nel 2000. Kram, latitante dall’87, si consegnerà solo nel 2006, cioè diciannove anni dopo. Nel 1979 l’amico Gerd Schnepel ("Max") lo aveva introdotto in un gruppo dove erano già confluiti altri membri delle Rz, come Johannes Weinrich ("Steve") o Magdalena Kopp ("Lilly"). Il capo di questo gruppo era il veneziuelano «Carlos». Il suo gruppo agiva in tutto il mondo per conto del Fplp e aveva la copertura di diversi Paesi arabi, che lo finanziavano. Nel 1980 i quartier generali erano a Budapest e Berlino Est. Iservizi segreti ungheresi e la Stasi ne proteggevano e monitoravano le attività. Kram nell’80 non era ricercato e per spostarsi usava i suoi veri documenti. Il passaporto di Kram, fotocopiato dalla Stasi, mostra oltre 60 timbri d’ingresso e di uscita dalla Germania Est e un paio di timbri ungheresi. Era legatissimo a Weinrich, che nel gruppo era il n. 2. Le aree di pertinenza di Kram erano Italia e Jugoslavia. Nel Katalog della Stasi, che classifica i 61 membri principali del gruppo Carlos, è il numero 7. La domanda che per tanti anni nessuno si è posto è: cosa ci facevano a Bologna la notte prima dela strage Kram e forse la Fröhlich, arrestata due anni dopo a Fiumicino con una valigia di esplosivo? Perché queste informazioni sono state nascoste? Perché fino al 2005 nessuno ha indagato? E perché il 5 agosto, tre giorni dopo la tragedia, Kram corre a Berlino Est, cabina di regia del terrorismo internazionale e sede della Stasi, seguito poche ore dopo dai terroristi Johannes Weinrich e Magdalena Kopp?

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