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Se un poliziotto impara dal Papa la «pazzia della vicinanza»

Celebrata la ricorrenza S. Michele Arcangelo, patrono della Polizia, con una Messa celebrata dal vescovo di Albano, mons. Semeraro, segretario del «consiglio» degli otto cardinali nominati dal Papa...

Celebrata la ricorrenza S. Michele Arcangelo, patrono della Polizia, con una Messa celebrata dal vescovo di Albano, mons. Semeraro, segretario del «consiglio» degli otto cardinali nominati dal Papa per studiare la riforma della Curia, presso la Scuola Superiore di Polizia. Presente tra gli altri il Capo della Polizia Pansa. A seguire in piazza di Spagna un concerto della Banda Musicale della Polizia. Proprio in occasione della festa di S. Michele, un agente ha inviato una lettera pubblicata sul numero di ottobre della rivista «Polizia moderna». Si definisce «poliziotto e cristiano. Diciamo cristiano come la maggior parte delle persone che conosco. Uno che a Messa ci va alle feste comandate, ai matrimoni ed ai funerali. E che di solito prega solo in caso di bisogno. Sono anche uno che, nonostante i problemi di tutti con la crisi, si ritiene comunque fortunato. Perché a me il mio mestiere piace molto». Racconta che quando ha sentito «Papa Francesco parlare dei problemi della sicurezza» con «la macchina del Papa presa d'assalto dalla gente» a Rio e ha detto «la sicurezza è fidarsi di un popolo… io preferisco la vicinanza… una pazzia che fa bene a tutti» gli sono brillati gli occhi. «Mi sono proprio commosso. Però ho scoperto cosa amo di quello che faccio ogni giorno con questa divisa che porto addosso. Amo la pazzia della vicinanza alle persone». Potere di Papa Francesco.

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