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Grido del Papa contro la schiavitù: «Oggi è moneta corrente»

Che il dramma dell’emigrazione fosse in cima alle preoccupazioni di Papa Francesco si era capito subito, con il viaggio a Lampedusa. Ieri ne ha dato una nuova dimostrazione con l’accorato messaggio...

Che il dramma dell’emigrazione fosse in cima alle preoccupazioni di Papa Francesco si era capito subito, con il viaggio a Lampedusa. Ieri ne ha dato una nuova dimostrazione con l’accorato messaggio per la giornata del migrante del prossimo 19 gennaio. Una denuncia fatta con frasi forti: «Il "lavoro schiavo" oggi è moneta corrente», «migranti e rifugiati non sono pedine sullo scacchiere dell’umnanità». Francesco ricorda che lo «sviluppo autentico e integrale» non può ridursi «alla mera crescita economica, conseguita spesso senza guardare alle persone più deboli e indifese»; «non possiamo tacere lo scandalo della povertà nelle sue varie dimensioni: violenza, sfruttamento, discriminazione, emarginazione». Ma come al solito il Pontefice non si limita alla denuncia. «Il mondo - afferma il Papa - può migliorare soltanto se l’attenzione primaria è rivolta alla persona». Per questo, servono «una cooperazione internazionale e uno spirito di profonda solidarietà». Francesco invita al «reciproco aiuto tra Paesi, senza sollevare barriere insormontabili. Una buona sinergia può essere di incoraggiamento ai governanti per affrontare gli squilibri socio-economici e una globalizzazione senza regole. Nessun Paese può affrontare da solo le difficoltà connesse a questo fenomeno». Ma, allo stesso tempo, Francesco invita a fare ogni sforzo possibile per rimuovere le cause che sono spesso all’origine delle migrazioni, un fenomeno che, come ha ricordato il card. Vegliò, presidente del Pontificio consiglio per i migranti, interessa un miliardo di persone con 232 milioni di persone che vivono lontano dal proprio Paese di origine. Per il Papa occorre «creare migliori condizioni economiche e sociali in patria, di modo che l’emigrazione non sia l’unica opzione per chi cerca pace, giustizia, sicurezza». Non manca un richiamo generale, e ai media in particolare, a superare i pregiudizi: «Non di rado, infatti, l’arrivo di migranti, profughi e rifugiati suscita sospetti e ostilità». Il Papa chiede di «smascherare sterotipi e offrire corrette informazioni» per arrivare «a vedere nel migrante e nel rifugiato non solo un problema da affrontare» ma «un’occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire alla costruzione di una società più giusta».

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