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Francesco incontra i vertici della curia

Andea GagliarducciUn incontro per sondarsi, chiedere un giudizio del pontificato, raccogliere pareri e consigli. Papa Francesco incontra i capi dicastero della Curia romana, quello che qualcuno...

Il Papa gesuita lavora con il metodo dei gesuiti. Ascolta tutti, prima di prendere una decisione. Lo sguardo è direttamente alla riunione degli otto cardinali, dall'1 al 3 ottobre, in cui molto si dovrebbe decidere delle prossime sorti della Curia romana, e soprattutto della Segreteria di Stato. E, a proposito di Segreteria di Stato, è da notare che nel Bollettino della Sala Stampa non si parla della presenza del cardinal Tarcisio Bertone, ancora in carica fino al 15 ottobre. E risulta inusuale la presenza del cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini. Alcuni osservatori considerano anche inusuale che l'incontro sia stato convocato dalla Prefettura della Casa Pontificia, e non dalla Segreteria di Stato, come generalmente avviene in questi casi. Sono segnali politici, tutti da interpretare. Alcuni lo leggono così: che la presenza di Vallini ad un incontro con i capi dicastero stia a segnalare che il Papa vuole legare sempre più il suo governo al fatto che è capo della diocesi di Roma; e che il coinvolgimento della Casa Pontificia stia ad indicare un ruolo per la Segreteria di Stato sempre più diplomatico e meno orientato alla gestione degli affari correnti della Chiesa. Sono tutte ipotesi di scuola. Alcune bozze di possibile riforma della Curia sono già arrivate sul tavolo del Papa. E l'alleggerimento delle competenze della Segreteria di Stato è stato uno dei punti più dibattuti anche nelle Congregazioni generali tra i cardinali prima del Conclave. Secondo alcuni cardinali, tutta questa centralizzazione ha portato agli scandali sul modello Vatileaks. La richiesta generale è stata per una riforma, anche strutturale, della Curia. Quale sarà il modello da seguire? Quello di mantenere un organismo di coordinamento centrale come la Segreteria di Stato e puntare ad una gestione più collegiale? O quello di dare più potere alle «periferie» del governo della Chiesa, con maggiore autonomia e meno centralizzazione? Ora la palla passa ai cardinali consiglieri. Sono otto, scelti su rappresentanza continentale, e suggeriranno al Papa la strada del rinnovamento della Chiesa. Da vedere in che modo Papa Francesco deciderà di seguirle.

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