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«Preghiamo per la pace. Fede e violenza sono incompatibili»

«Preghiamo per la pace in Egitto affinché cessi subito ogni forma di violenza. Il Vangelo non autorizza affatto l’uso della forza per diffondere la fede». Lo ha ricordato Papa Francesco ieri mattina...

«Preghiamo per la pace in Egitto affinché cessi subito ogni forma di violenza. Il Vangelo non autorizza affatto l’uso della forza per diffondere la fede». Lo ha ricordato Papa Francesco ieri mattina poco prima dell'Angelus. «È proprio il contrario: il vigore del cristiano - ha spiegato il Pontefice - è la forza della verità e dell'amore che comporta rinunciare a ogni violenza. La pace non è neutralità e compromesso». Fede e violenza sono incompatibili. Gesù è la nostra pace, è riconciliazione, ma questa pace non è la pace dei sepolcri, non è neutralità, non è compromesso a tutti i costi. Seguire Gesù comporta rinunciare al male, all’egoismo e scegliere il bene, la verità, la giustizia, anche quando ciò richiede sacrificio e rinuncia ai propri interessi». Papa Bergoglio ha poi chiesto ai 50 mila fedeli radunati in piazza San Pietro di ripetere insieme: «Maria Regina della pace prega per noi». Esplicito il riferimento alla drammatica situazione in Egitto alle prese con la guerra civile. «La fede non è una cosa decorativa, ornamentale, non è decorare la vita con un po’ di religione come si fa con la panna che decora la torta. No». In proposito il Santo Padre ha ricordato le parole della Lettera agli Ebrei: «Siamo impegnati con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. È una espressione che dobbiamo sottolineare in modo particolare in questo Anno della Fede. Anche noi durante tutto questo periodo, teniamo lo sguardo fisso su Gesù, perché la fede, che è il nostro sì alla relazione filiale con Dio, viene da Lui. È Lui - ha evidenziato il Pontefice - l'unico mediatore di questa relazione tra noi e il nostro Padre che è nei Cieli. Gesù è il Figlio, e noi siamo figli in Lui. Seguire Gesù comporta rinunciare al male, all’egoismo e scegliere il bene, la verità, la giustizia, anche quando ciò richiede sacrificio e rinuncia ai propri interessi». Inevitabile, inoltre, il richiamo al potere economico, politico, mediatico «che ha bisogno dell’uomo per perpetuare e gonfiare se stesso. E per questo spesso cerca di manipolare le masse, di indurre desideri, di cancellare ciò che di più prezioso l’uomo possiede: il rapporto con Dio. Il potere teme gli uomini che sono in dialogo con Dio poiché ciò rende liberi e non assimilabili».

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